Eccomi ritornato a cavallo dell’etere dopo qualche settimanella di pausa. Anche gli eroi hanno bisogno di fare il bagno e mangiare il gelato in riva al mare ogni tanto.

Comunque, la pacchia è finita. Sono già tornato seduto dietro la scrivania della fantasia per pigiare i tasti della tastiera dell’amore con tutta la mia energia e la mia passione!

Bene, adesso che ho fatto incazzare Google perché non ho inserito la parola chiave nelle prime frasi, ti dico di cosa parlerò questa settimana. Parlerò della mia bellissima Romagna e in particolare di A Cielo Aperto!

Che cos’è A Cielo Aperto?

A Cielo Aperto (che raggiunge quest’anno la sesta edizione) è una rassegna di concerti molto ganza che si tiene annualmente fra Cesena e San Mauro Pascoli. È organizzata, fra gli altri, dal mio buon amico Piero (l’abbiamo già incontrato su Piadina Music nell’articolo sul Primavera Sound di quest’anno!)

Che cosa mi gasa di questa rassegna di concerti?

Tante cose, ma ovviamente in primis la line-up. A Cielo Aperto sono anni che promuove live di qualità e la cosa diventa ancora più apprezzabile se consideriamo che tutti i regaz dell’organizzazione svolgono un altro lavoro per vivere. Insomma, questa è una di quelle situazioni che trasuda passione e io ci vado davvero a nozze.

L’anno scorso Piero mi stupì invitando Sohn, i Primal Scream e Trentemøller. Quest’anno invece mi fa volare mettendo fra gli altri all’interno del suo bellissimo calendario i Black Rebel Motorcycle Club e Cosmo.

L’altra cosa che mi intriga e mi rende contento è la location. L’anno scorso tutto si è svolto a Villa Torlonia, una bellissima venue di San Mauro Pascoli, anche se A Cielo Aperto è originario di Cesena e infatti quest’anno tornerà anche nella sua bella città, portando un sacco di note piene di gas alla Rocca Malatestiana.

Insomma, qualità tutta romagnola per un sacco di concerti con tanta energia. E ovviamente lo testimonio con una bella storiella delle mie. Ma prima ti faccio immergere nell’atmosfera facendoti vedere l’aftermovie dell’edizione 2017!

acieloaperto 2017 / quinta edizione / aftermovie

ACIELOAPERTO 2017 #tomorrowcomestodayEcco le immagini della nostra estate insieme.8 giorni di musica di tutti i colori. Grazie per averli vissuti insieme a noi! Appuntamento al 2018.Immagini e montaggio di Claudio Stanghellini VideomakerVilla Torlonia – Parco Poesia Pascoli | Regione Emilia-Romagna

Pubblicato da acieloaperto su Lunedì 11 dicembre 2017

 

La volta in cui ascoltai Sohn grazie a Piero

Introduzione

Sono passati precisamente 362 giorni dal concerto di Sohn a Villa Torlonia. Ricordo benissimo che faceva molto caldo e quel giorno nel pomeriggio mi ero recato al supermercato per comprare delle scarpe di tela.

Dopo aver provato e cercato scarpe per tipo 2 ore e mezza (per me le calzature sono sempre un disagio), sono riuscito nel mio intento di comprare delle scarpe bruttine e della taglia sbagliata.

Ho deciso di sfoggiare la mia incapacità di scegliere delle calzature direttamente la sera stessa al concerto. Almeno la gente avrebbe pestato delle scarpe vuote per metà invece dei miei alluci. Questo era un punto a favore.

Una volta rincasato io e Claudia aspettiamo il caro Diber (soprannominato da tutti Ribes perché è viola e piccolo).

Ribes arriva puntualissimo, ci carica sulla sua auto che puzza di farina (ai tempi faceva il mugnaio) e ci scarrozza fino a San Mauro Pascoli. Ovviamente non manca di sfottermi per la dimensione sbagliata delle mie calzature. Io non potevo fare altro che incassare i colpi e piangere dentro di me, facendo espressioni stoiche che non davano a vedere il dolore che provavo.

L’arrivo alla venue

Arriviamo a Villa Torlonia, venue in cui non ero mai stato. Il terreno era ghiaioso e io ovviamente avevo le scarpe nuove di tela bianca. Tutto volgeva al meglio.

Ci mettiamo in fila per accaparrarci i biglietti e dato che la biglietteria era ancora vuota, decido di farmi un giretto per il podere. Girando sbadatamente come se fossi una capra di montagna in cerca di una stella alpina da annusare, arrivo praticamente fino nel backstage e vedo l’enorme tour bus nero di Sohn. Un gran bel mezzo che dimostrava come quell’artista che apprezzo stesse finalmente prendendo il volo.

Gozzoviglio lì intorno nella speranza di incrociare per caso Sohn e sempre per caso attaccargli il pippone sulla mia professione di Social Media Manager in ambito musicale, ma ovviamente non accade.

Raggiungo di nuovo Claudia e Ribes che intanto se la chiacchierano stando in fila e mostro come le mie scarpe siano già passate dal brillantissimo bianco di fabbrica a un grigino delicato. Dopo aver fatto un altro po’ di chiacchiere riusciamo ad entrare nel cortile interno della villa e decidiamo di mangiare.

Ci sono un paio di food truck stilosi e ci facciamo fare dei panini gourmet belli cicciotti.

Dopo esserci goduti il tramonto comodi sulle sedie all’interno della venue ci avviciniamo al palco. Io voglio vedere Sohn come se fosse in piedi a pochi centimetri da me.

Il concerto

Giungla apre le danze. L’avevo già sentita in altre occasioni e continuava a darmi l’idea che quella ragazza pigiasse davvero i tasti giusti. A prescindere dalla dimensione del palco Giungla ha sempre un sacco di gas. Speriamo che continui a spingere senza fermarsi mai.

Dopo di lei è la volta di Lim e poi arriva lui. Il capo. Sohn. Quell’anno stava portando in tour il suo secondo disco (che però mi piace meno del primo).

Attacca subito. Dalla sua tastiera escono un sacco di emozioni e la sua voce le amplifica spingendole fin dentro alle ossa. All’inizio non mi viene voglia di ballare, solo di stare lì e ascoltare l’eleganza di quelle canzoni facendo uscire tutti i pensieri dalla mia testa.

La musica di Sohn mi avvolge e mi riempie, non necessito di altro e soprattutto non c’è altro posto in cui voglia trovarmi. Sono sicuro che tutti i Carli Alberti Biasioli di tutti gli universi paralleli stavano condividendo con me quel momento e quel concerto. Sentivo di essere un’entità completa e questo solo grazie alle note che mi attraversavano. A un certo punto mi è scivolato anche il bicchiere di birra dalle mani, ma non mi importava.

Purtroppo ogni cosa bella finisce e dopo un’oretta di performance Sohn decide di chiudere il concerto. Sono sono ancora in preda all’estasi. Urlo tantissimo per dimostrare quanto ho apprezzato l’evento e fischio fortissimo, al punto che chi è attorno a me si mette le dita nelle orecchie e mi guarda male.

Sohn torna. Adoro pensare che sia anche grazie alla mia esasperazione. Fa un altro paio di pezzi e lascia tutti lì in quel punto a riprendersi dall’incredibile profondità dell’evento.

La fine

Quella sera sono andato a casa con le scarpe nuove sporche di polvere e birra ma felice di sapere che non avrei desiderato recarmi in nessun altro posto.

Grazie Sohn, grazie Piero e a tutti i regaz di A Cielo Aperto. Ci vedremo sicuramente il 23 luglio per Black Rebel Motorcycle Club (link evento Facebook) e il 17 agosto per Cosmo (link evento Facebook).

Per questa settimana ti saluto. Vado a bermi una birra ghiacciata sul mio terrazzo vista Mirabilandia e rimetto su il primo disco di Sohn.

DAJE!

 

Ps. Queste sono le scarpe mie scarpe nuove il giorno dopo il concerto di Sohn. Si vede benissimo dove arrivano i miei alluci e la foto di copertina l’ho fatta io che ero a un passo dal palco.

scarpe-sporche-post-concerto

Meno di 24h di vita. Power!