La settimana scorsa ho avuto una domenica un po’ diversa dalle altre. Nel senso che mi sono concesso del tempo per me pur essendo a ridosso di un importante evento di una delle band di cui mi occupo.

In questa particolare domenica avevo tante frecce al mio arco. Dal fare il bagno nel gelido Mare Adriatico all’andare al Teatro comunale di Cervia a vedere un musical intitolato Aquarius, portato dalla compagnia teatrale I Calzini Spaiati.

Dato che era il 10 marzo ho deciso che magari il bagno potevo rimandarlo, così invece di indossare il costume e le infradito ho messo le scarpe e il cappotto e con assoluta serenità mi sono diretto verso Cervia.

C’è da dire che conosco un paio di persone all’interno dei Calzini Spaiati, ma non avevo mai avuto modo di assistere a nessun loro spettacolo. Quindi insomma, era un po’ scritto nelle stelle che dovevo andare.

 

L’arrivo a Cervia

Parcheggio senza troppe complicazioni, mi stringo nel cappotto (perché c’era una discreta arietta) e mi dirigo al teatro di Cervia (che non avevo mai visto).

Come tanti qui in Romagna è un piccolo teatro all’italiana che è davvero un gioiellino.

Arrivo alla biglietteria e mi interfaccio con le persone che sono dall’altra parte del vetro.

“Salve, mi chiamo Carlo Alberto Biasioli, dovrei avere un posto prenotato” dico.

La bigliettaia scorre tutta la lista poi mi guarda atterrita.

“No. Non abbiamo nessun Biasioli. Non ha un altro cognome?”

Ci stava che la prenotazione non fosse quella. Il posto mi era stato riservato da una ragazza della compagnia e quindi magari aveva prenotato con il suo cognome. In ogni caso non ho potuto trattenermi dal rispondere alla mia maniera…

“Mi spiace signora, purtroppo dispongo solo di questo cognome qua. Non he ho altri al momento…”

Questa risposta ha suscitato l’ilarità della collega della bigliettaia con cui mi stavo interfacciando ma ha mandato un po’ nel pallone la signora di fronte a me che deve aver pensato di essere stata maleducata.

Quindi mi sono affrettato a recuperare la situazione tentando di dire il cognome della persona che aveva prenotato il mio biglietto, ma la bigliettaia è stata più veloce di me nell’iniziare a leggermi tutti i posti riservati che aveva e fortunatamente è venuto fuori subito.

“C’è un certo Piadina

“Ah, sì, potrei essere io!”

“Il signor Piadina? Ah, Piadina Music

Insomma, alla fine sono riuscito a portarmi a casa il biglietto. Fila B posto 4. Ero in seconda fila, figo!

L’inizio

Arrivo e mi siedo goffamente al mio posto.

Le luci non ci mettono tanto ad abbassarsi fino a spegnersi. Il teatro si zittisce e dopo poco si alza il sipario.

Allora, c’è da dire che io sono molto affezionato al musical Hair, quindi solitamente quando mi capita di vedere degli adattamenti divento sempre super critico nei confronti di tutto e tutti.

E invece i signori Calzini Spaiati dovevano saperlo perché hanno iniziato lo spettacolo in maniera molto affine al modo in cui inizia il musical originale. Niente rivisitazioni virtuose da parte di nessuno.

Se non ti ricordi come inizia Hair (o se non lo hai mai visto, che è ancora peggio), ti linko qui sotto un video che DEVI vedere.

Quindi insomma, subito dopo la lettura della missiva che impone a Claude Bukowski di presentarsi a New York per prendere parte all’addestramento che lo preparerà alla guerra in Vietnam parte subito il primo pezzo, uno dei più belli di tutto il musical secondo me.

La band posizionata sul palco dietro agli attori (al teatro di Cervia non c’è il golfo mistico) inizia a buttare fuori le prime note di Aquarius e subito gli attori iniziano a cantare.

Quello è stato il primo momento in cui mi sono stupito. Dentro a questi Calzini Spaiati ci sono davvero delle voci molto belle. E, ribadisco, io non sono mai contento di niente.

 

Che cos’è Aquarius e da dove deriva

Come detto inizialmente Aquarius è l’adattamento teatrale orchestrato da Giulia Torelli del famosissimo musical Hair.

Racconta la storia del buon Claude Bukowski, un giovanissimo bonaccione dell’Oklahoma che si “scontra” con il mondo quello vero, che fra gli anni ’60 e ’70 orbitava molto attorno a New York.

Si scontra con questo mondo per un motivo molto, molto triste in realtà. Deve presentarsi alla chiamata alle armi e partire in pochissimo tempo per il Vietnam.

Fortunatamente Claude incontra George Berger e la sua combriccola di capelloni che hanno le idee molto confuse da tutta una serie di sostanze non meglio specificate, ma su una cosa sono tutti concordi.

La guerra fa schifo.

E così tentano di “circuire” Claude nella speranza di riuscire a fargli commettere un atto estremo di ribellione, ovvero non presentarsi alla chiamata.

Fra innamoramenti e nottate in prigione la storia di Hair si evolve in vari plot twist che hanno molto senso per gli anni in cui è stato creato e Giulia è riuscita molto abilmente a rendere le atmosfere e le sfumature di questo grande capolavoro con la collaborazione di questi buffi Calzini Spaiati e di tutto lo staff tecnico.

 

Punti a favore e alcuni punti oscuri

C’è da dire che Aquarius dei Calzini Spaiati è decisamente uno spettacolo da vedere.

Benché ogni tanto la pronuncia romagnola sia un po’ troppo presente, gli attori di questa compagnia hanno tutti un cuore e una passione enorme e sono stati in grado di emozionarmi.

Dai brani cantanti con davvero tanto sentimento, come se davanti a loro ci fossero migliaia di persone e non il teatro di Cervia, alla verve con cui portavano avanti i dialoghi.

Uno dei dialoghi in particolare che mi ha strappato una risata per come è stato messo in piedi è quello fra Jeannie Ryan e la promessa sposa di Hud Johnson impersonate da Carlotta Serventi e Caterina Arniani.

Mentre LA SCENA, quella decisiva, quella che mi ha stretto il cuore in una morsa di ferro è stata la scena finale in cui Berger si trova costretto a… Beh insomma, vai a teatro e scopri cosa succede.

Comunque, quella scena finale è davvero molto complicata da rendere. Si svolge in due luoghi diversi, così la regista ha deciso di dividere simbolicamente a metà il palco. Da una parte il dramma di Berger, dall’altra prima la spensieratezza di Bukowski, Sheila e della combriccola di capelloni e poi la terribile scoperta di ciò che sta accadendo al buon George.

E mentre la parte sinistra del palco pesava tutta sulle espressioni e sulla voce di Nicola Casadei della Chiesa, la parte destra è stata portata a compimento molto bene da Alessio Ruscelli, Martina Calzolari, Caterina Arniani e tutta l’allegra compagnia di hippies impersonata dai Calzini Spaiati.

Benché non sia molto virile, ammetto di essermi emozionato esattamente come feci tanti anni fa quando guardai Hair.

 

La fine

I Calzini Spaiati e Aquarius mi hanno fatto versare una discreta lacrima. Fortuna che in sala era buio e nessuno se n’è accorto.

Hair è un capolavoro e Aquarius dei Calzini Spaiati è uno spettacolo in tutto e per tutto da vedere per passare una buona ora e mezza assieme ai tuoi sentimenti.

Perché Aquarius è un musical dove la chiave è una sola: il valore della Libertà assoluta, che in questi tempi è stata un po’ persa di vista secondo me.

So guys, let the sunshine in. Will ya?

I Calzini Spaiati che ho visto a Cervia sono:

Alessio Ruscelli, Nicola Casadei della Chiesa, Martina Calzolari, Carlotta Serventi, Nicola Nieddu, Luca Balbi, Caterina Arniani, Barbara Venturi, Michela Serventi, Valentina Soldati, Maria Giulia Salvatori, Gloria Granvillano, Cecilia Ottaviani, Marco Savorelli e sono stati diretti da Giulia Torelli.

Grazie, regaz.

Le prossime date in cui cuccarsi Aquarius sono il 26 e il 27 marzo al Cinema Gulliver di Alfonsine!

Foto di copertina di Luca Giacomoni.


MI RACCOMANDO! NON PERDERE LA PROSSIMA PUNTATA DI PIADINA MUSIC!

Ascoltami tutti i giovedì sera dalle 20.00 alle 21.00 sul sito di Radio Web Sonora.

Oppure seguimi su Spreaker per trovare tutti gli episodi, clicca qua, dai su!

Hai perso l’ultima puntata? Ascoltala direttamente qui sotto! 👇👇👇
Ascolta “Piadina Music” su Spreaker.