I Cacao Mental sono una band davvero interessante. Composti da un mix di persone affiatatissime, fanno volare chi li ascolta e chi assiste alle loro performance con un’energia dirompente che proviene dalle loro trombe e dalle loro voci.

Ho sentito per la prima volta i Cacao Mental al Gran Bei Suoni Tropicali 2018 e ne sono rimasto estasiato. Stefano Iascone (trombe, synth ed effetti), Kit Ramos (voce) e Marco Pampaluna (chitarra) sono in grado di farti appassionare alla Cumbia con una facilità disarmante.

Ascoltarli è un piacere e muoversi a ritmo è inevitabile. Dopo solo 5 minuti di concerto mi sono trovato sudatissimo (va beh… non sono poi così in forma) e con un sorriso enorme in faccia. Ballavo sereno e ascoltavo una musica che mi penetrava dentro alle ossa e che non avevo nessuna intenzione di rilasciare mai più.

A distanza di un mese da quel bel festival ho contattato i Cacao Mental e gli ho fatto un paio di domandine. Questo è quello che hanno deciso di rispondermi.

L’intervista

Fondere Cumbia e musica elettronica non dev’essere uno scherzo da ragazzi. Voi siete riusciti a trovare un equilibrio fra questi due mondi che sembravano totalmente separati. Com’è nata l’idea?

In realtà la fusione tra cumbia e musica elettronica esiste già da parecchio tempo. Il nostro reale obiettivo è stato ed è tutt’ora quello di rileggere una musica antica e fortemente radicata in Sudamerica come la Cumbia, contaminandola con sonorità più urbane cercando di rompere barriere mentali, preconcetti, attraversando idealmente più continenti e il tempo inteso come passato e futuro.

 

Para Extranas Criaturas è il vostro ultimo lavoro. Ad ascoltarlo non viene in mente nessun quartiere di Milano, bensì sembra proprio di essere lanciati in un futuro lontano proprio come cantate in Cumbia Triste. C’è per caso un filo conduttore fra tutte le canzoni?

Il nostro immaginario, inteso come luogo geografico, è la visione della città come una giungla. City life, Fondazione Prada, Piazza Gae Aulenti, sono luoghi collettivi, la giungla urbana in cui ognuno può farsi incantare. Il filo conduttore del disco è l’energia che si sviluppa tra brani psichedelici immersivi e canzoni da ballare dall’inizio alla fine.

 

Vedete i Cacao Mental come un progetto culturale o semplicemente come un modo per esprimervi?

Noi facciamo quello che ci piace perché ci piace farlo così, non sappiamo se possiamo definire cultura quello che produciamo, noi lo definiamo un sincretismo musicale. Cerchiamo di fondere le culture e le esperienze di ognuno di noi mettendoci alla prova e confrontandoci costantemente

Un progetto come il vostro che unisce due culture diverse e promuove una musica “straniera” come se la cava in tempi di ristrettezze mentali come quello che stiamo tristemente attraversando?

La musica è universale, il mondo è diventato così piccolo che trovi tutto dappertutto in qualunque momento che è difficile sentirsi “stranieri”. Quelle che noi chiamiamo ristrettezze mentali non sono niente altro che una forma di resistenza contro l’inevitabile. Il mondo è di tutti non esiste un noi e un loro.

Esiste solo la parola terrestre.

 

Ho assistito alla vostra performance al Gran Bei Suoni Tropicali e mi ha fatto impazzire. Ho saltato, ballato, sudato e soprattutto sono stato felice. Cosa provate voi durante un vostro concerto?

Estasi. È un momento estremamente liberatorio, creativo, ci divertiamo come dei matti. Divertimento puro. Nessuna performance è uguale all’altra. Come dicevamo prima per noi è più uno strano rito che un concerto. Cacao Mental è uno stato mentale.

 

Grazie al lavoro di Davide Toffolo e il suo Istituto Italiano di Cumbia, questa musica davvero antica sta avendo un forte sviluppo qui nel nostro paese. Come immaginate che si possa evolvere in un prossimo futuro la fruizione di questo stile musicale in Italia?

Non sappiamo bene come si potrà evolvere in futuro la fruizione della Cumbia anche se il lavoro di Davide Toffolo e l’Istituto italiano di Cumbia sono stati fondamentali per creare una scena musicale di quello che prima era un genere “di nicchia” e che ora attrae sempre più persone che mosse da curiosità si appassionano.

 

La fine

Non ho altro da aggiungere a questa bellissima intervista. È sempre bello scoprire che sotto a dei bravi artisti esistono persone profonde e intelligenti.

Ricordati di seguirli su Facebook e di iscriverti al Piadina Bot per rimanere sempre in contatto con me. Ma soprattutto, vai a sentire i Cacao Mental DAL VIVO! (In particolare questo sabato suoneranno qui vicino a me, al Bronson, ecco l’evento).

Come dicono loro stessi: “L’uomo occidentale ha dimenticato la giungla, ma una volta che ci ritorna scopre che la giungla è ancora dentro di lui, sepolta sotto la complessità artefatta del mondo civilizzato.

Quindi lasciamoci invadere senza vergogna dalla giungla che è dentro ognuno di noi. Smettiamo per un attimo di fare quello che stiamo facendo. Alziamoci in piedi. Premiamo play e ascoltiamo Para Extranas Creaturas a tutto volume saltando e ballando e sbattendocene un po’ dell’inquilino al piano di sotto che prima o poi verrà a rompere i coglioni.

Noi ci vediamo la settimana prossima con un nuovo articolone e una nuova intervista! DAJE!!!