Tanto tempo fa a Londra conobbi Jacopo Pierazzuoli. Lui era già un batterista pazzesco, invece io ero ancora un fesso in attesa di vedere la luce alla John Belushi.

Da quel giorno siamo sempre riusciti a mantenerci in contatto e un giorno mi parlò dei Deneb Kaitos, la band che aveva creato assieme a Carlotta Limonta (cantante) e a Diego Pennati (bassista detto Picchio).

Io ascoltai un po’ quello che Jacopo decise di farmi ascoltare e mi appassionai immediatamente al loro lavoro. I Deneb Kaitos sono in grado di creare musiche davvero accattivanti. La voce di Carlotta si fonde con incredibile intuito alle ritmiche create da Jacopo e Picchio e il tutto crea canzoni che fanno davvero volare fra le stelle.

Ovviamente, dato che apprezzo l’energia di questo gruppo, non ho potuto fare a meno di intervistarlo e come al solito ti racconto qui cosa mi hanno risposto i Deneb Kaitos.

L’intervista

Deneb Kaitos è la stella più luminosa della costellazione della Balena. Come mai avete deciso di sceglierla come nome della vostra band?

La verità è che non c’è un motivo ben preciso, ma allo stesso tempo ce ne sono diversi. Cercavamo un nome che si riferisse un po’ alla sfera degli astri e del cielo, perché ci sembrava potesse descrivere bene la nostra musica, che ci piace considerare un po’ extraterrestre. La scelta è caduta su Deneb Kaitos perché ci piacciono le balene, le stelle e è uno dei pochi nomi che anche su Google, ad oggi, si riferisce solo alla stella o a noi.  Niente porno a caso. 🙂

 

Voi provenite tutti da realtà e background musicali differenti (jazz, hardcore, punk…), come vi siete incontrati? E come avete capito che ci sarebbe stato feeling nel suonare assieme?

A entrambe le domande rispondiamo: Suonando. 🙂

Come persone e come musicisti non crediamo nelle etichette di genere, ci siamo aperti alla possibilità di suonare insieme unendo tutti questi background senza troppe reticenze, quando il risultato ci piaceva siamo andati avanti.

 

Per la produzione di Supernova, il vostro primo album, avete deciso di fare una campagna di crowdfunding su Musicraiser. Questa campagna è stata di successo e siete riusciti a raccogliere più di 2.500€ per la produzione. Come si svolge una campagna di crowdfunding?

Si raccolgono fondi proponendo il proprio progetto al pubblico, quando il progetto è ancora in costruzione, con lo scopo, appunto, di realizzarlo. Tramite Musicraiser in particolare hai l’opportunità di ideare delle “ricompense”. In pratica, ogni sostenitore può acquistare in esclusiva e prevendita gli articoli che la band decide di mettere in palio. Noi abbiamo puntato tutto sulla musica, includendo il nostro nascituro disco in ogni ricompensa, insieme a t-shirt logate e disegnate appositamente e personalmente da noi, più chiavette usb con contenuti speciali come i dietro le quinte delle registrazioni in studio.

Molto spesso in Italia il crowdfunding è visto un po’ come chiedere l’elemosina. Io non sono per niente d’accordo con questa visione, anzi sono convinto al 100% che sia un ottimo modo per promuovere il proprio lavoro. Siete rimasti contenti dei risultati ottenuti con la campagna? Ci sono state problematiche di qualche genere?

Il crowdfunding non ha niente a che fare con l’elemosina! Si tratta innanzi tutto di condivisione. Condivisione di un idea e di un progetto e dietro ad ogni progetto c’è un lavoro. C’è un lavoro di promozione importante, c’è un atto di coraggio da parte dell’artista che si consegna nudo alle mani del pubblico, il quale ha la possibilità di influenzare il successo della campagna. Per questa ragione e con questi stimoli noi ci siamo presi molta cura del nostro crowdfunding, partendo dall’ideazione e realizzazione delle ricompense, creando contenuti che ci descrivessero al meglio, rivolgendoci con grande rispetto alle persone interessate al nostro lavoro e non mancando mai di comunicare personalmente con tutti loro, suonando live il più possibile e aggiornandoli su ogni progresso fino alla realizzazione del disco. Siamo molto contenti di questa esperienza perché abbiamo imparato qualcosa di importante riguardo al rapporto tra musica, persone e comunicazione, in più abbiamo avuto il privilegio di vedere la nostra musica apprezzata, sostenuta e attesa!

 

Una domanda che rivolgo spesso a chi intervisto. Voi siete musicisti da moltissimi anni, che consigli volete dare alle band che stanno iniziando ora la propria carriera musicale?

Non ci sentiamo a nostro agio nel ruolo di dispensare consigli… Il momento musicale in Italia è un po’ drammatico, ma, forse, proprio a questo proposito ci sentiamo di dire: non lamentatevi, lavorate sodo! Sappiamo per esperienza che tante persone hanno voglia di sentire cose nuove, il pubblico ha ancora voglia di essere stupito ed è responsabilità di noi musicisti impegnarci a mantenere vivo, magari addirittura soddisfare, questo desiderio. Lavorate di brutto. La musica ripaga chi è disposto a darle tutto.

 

Supernova è accompagnato da una serie di date in giro per tutta Italia, siete stati anche ospiti di Balcony Tv di Bologna. Quali sono i prossimi appuntamenti a cui potremo ascoltarvi?

Gli appuntamenti più vicini sono Fabriano, 26 ottobre all’Arci Corto Maltese e il 27 a Fermo al Soul Kitchen! Inoltre, si terrà a novembre la finale di Arezzo Wave, noi parteciperemo dopo aver vinto le semifinali regionali per la Lombardia. NON VEDIAMO L’ORA!

 

La fine

Due cose mi colpiscono molto di questa intervista, la prima è l’apertura mentale di questa band che in controtendenza sceglie di produrre un disco con il crowdfunding dimostrando che, proprio come dicono loro, il crowdfunding è condivisione. Tramite questa elasticità i Deneb Kaitos hanno prodotto Supernova, un album di cui l’umanità intera necessitava.

La seconda cosa che mi colpisce moltissimo è l’umiltà con cui la band incoraggia tutti quanti a stupire chi ascolta. In un mondo pieno di musica senz’anima da Milano arriva un bellissimo pensiero. Producete bella musica. Producete musica intrigante e appassionante e soprattutto continuate a stupire chi ascolta. Fatelo per voi e fatelo un po’ anche per me (così evito di ascoltare sempre roba piattissima e con poca verve).

 

Adesso ti saluto, ricordando di seguire i Deneb Kaitos su Facebook (qui) e su Instagram (qui) e ti consiglio fortemente di andarli a sentire dal vivo perché vale davvero la pena.

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Buon ascolto di Supernova! DAJE!