Dour Festival 2018 un esempio di perseveranza

Fuori nevica. Di brutto. Posso buttarmi dalla finestra della mia cucina al quarto piano e terminare la mia caduta nella neve che nel mentre ha raggiunto il terzo piano.

Stiamo parlando di Ravenna eh. Non vedo così tanta neve da quando abitavo a Stoccolma. Ho fatto un salto al mare e sulla spiaggia c’erano i pinguini che uscivano dagli igloo tirandosi enormi palle di neve.

Ok, dai, è una fake news. Non nevica più da questa mattina e non è rimasto che qualche cumulo sparuto di neve sporca a lato della strada.

Il tutto è bastato però a mandarmi in paranoia, sì perché io sono un tipo estivo. Adoro stare con gli shorts e le mie bellissime camicette hawaiane (sì, ne posseggo più di una. Una con gli ananas, una con i fiori, una con i pesci…).

Questa improvvisa nevicata mi ha portato a rannicchiarmi in posizione fetale in un angolo del mio studio in una forma molto accentuata di autismo. Ma cosa succede quando mi prendono gli attacchi di autismo? La mia mente vola velocissima nello spazio e nel tempo e atterra sempre d’estate e in particolare atterra sempre in un festival estivo.

Quello in cui è volata la mia mente questa volta è il Dour Festival. Ecco, il Dour Festival si terrà dall’11 al 15 luglio 2018 a Dour, cittadina belga quasi al confine con la Francia. Perché la mia mente è volata fino lì?

Chiaramente perché sono già un po’ di giorni che sto seriamente pensando di acquistare il pass e presentarmi a fare baldoria estrema parlando in dialetto romagnolo, tanto là mi capiscono di sicuro.

Perché sto pensando al Dour Festival?

Allora, bisogna dire che è molto hip-hop per le mie corde, questo è vero, però ci sono una serie di nomi simpatici che decisamente non vorrei perdermi. Ti faccio un qualche esempio:

Alt-j, band britannica di cui sono estremamente innamorato e che per qualche ragione non ho ancora inserito in Musica che non ti ho chiesto. Se potessi li farei traslocare qui a Ravenna.

Daphni! Sai che è sempre Caribou ma con un nome diverso? Questo è il terzo nome che si inventa. Sta diventando morbosa la situazione.

Son Lux! Che l’ultima volta ho perso a causa del terribile raffreddore che mi stava uccidendo. Quindi ho acquistato i biglietti ma non sono riuscito a presenziare.

Poi Mogwai, sì perché gustarmeli solo al Primavera Sound non sarà certo sufficiente. Li seguo da quando fecero uscire il primo album ed era una delle prime volte che i miei capezzoli si inturgidivano in quella maniera.

Paul Kalkbrenner e che te lo dico a fare? Lui è davvero un idolo indiscusso. Io sono innamorato della musica di Paul, infatti me la sto ascoltando a tutto volume proprio in questo istante.

Badbadnotgood che è già un anno che non vedo live.

Ben Klock,Fatima Yamaha e Ross From Friends.

Jon Hopkins che ogni volta mi fa viaggiare altissimo.

E ci sono ancora un sacco di altri artisti di cui vorrei parlarti, ma faccio molto prima a cicciarti qui la playlist ufficiale del festival. Ok, dura 8 ore quindi magari finisci di leggere l’articolone prima di buttartici dentro.

 

Che dire del Dour Festival?

Intanto la cosa che mi colpisce di più è che esiste dal 1989. Quindi quella del 2018 sarà l’edizione numero 30. La cosa mi impressiona assai perché organizzare l’edizione di un festival è uno sbattimento allucinante, ti immagini cosa vuol dire farlo per 29 anni? Probabilmente i fondatori sembreranno dei centenari a causa dello stress che sopportano da così tanto tempo.

Insomma, vale davvero la pena andare a salutare un festival veterano e marchiare il territorio con le mie piadine musicali e qualche pisciatina sugli alberi.

Ah, ovviamente come ogni festival che si rispetti, anche il Dour Festival ha fatto un bell’aftermovie dell’edizione 2017! Quindi adesso te lo appiccico qui sotto! Tu mi raccomando, fai un salto sul sito del festival che vale davvero la pena. Lo trovi facilmente cliccando qui.

Bene. Ora torno nella mia posizione fetale perché fuori fa ancora un freddo becco. Speriamo che l’estate arrivi presto e ci faccia rinascere tutti!

CIAO!