Il 12 luglio è successa una cosa particolarissima. Ovvero nel pomeriggio ho dovuto fare una riunione su Skype con il management di un artista molto importante.

Ovviamente non ho potuto rifiutare, ma cosa ha comportato tutto ciò? (vedi come ti attraggo subito nella trama intrecciata di questo articolo? Ora i tuoi occhi bramano solamente leggere la prossima riga e tutto il resto non conta! Vedi che maestria? EH???)

Va beh… in realtà molto semplicemente tutto ciò ha comportato che non potessi recarmi al Home Venice come pianificato. Poco male in realtà perché quasi il 100% degli artisti che volevo vedere live è stato “cacciato” dal cartellone e onestamente non mi va nemmeno di approfondire il perché. La rimanente percentuale di artisti che volevo vedere erano i Mellow Mood che sono miei adorati clienti e amici, quindi avrò altre occasioni.

“E chi se ne frega? Di cosa mi vuoi parlare oggi che ancora non s’è capita una mazza?” ti domanderai tu…

Ma in realtà dovresti già aver capito perché il titolone dell’articolo è scritto bello in grande ben due volte sopra a tutte ste baggianate che sto scrivendo.

Infatti, oggi voglio parlarti di Erlend Øye e di come ha salvato il mio venerdì sera con una performance DA PAURA!

(Mi scuso in anticipo con Canarie, band che apriva il concerto e che sfortunatamente non sono riuscito a vedere live perché sono arrivato in ritardo…)

 

Ma chi è Erlend Øye?!

Ma come chi è Erlend Øye!

Il buon Erlend è il mitico, il fenomenale, il fantomatico fondatore dei Kings of Convenience assieme al buon Eirik Glambek Bøe. I Kings of Convenience hanno accompagnato davvero tanti miei tragitti in auto fra casa mia (Ravenna) fino all’università (Ferrara) nei primi anni duemila.

Stanco di ascoltare i Kings of Convenience, potevo cuccarmi l’altro magico progetto di Erlend che sono i Whitest Boy Alive. Progetto che è in realtà durato pochissimo e ha partorito solo due dischi.

Fino al nuovo, nuovissimo, lucidissimo progetto che Erlend Øye ha deciso di fondare, ovvero La Comitiva, che è poi il progetto che venerdì 12 luglio sono riuscito a sciropparmi tutto d’un fiato a Cesenatico grazie ai regaz di Retro Pop Live!

 

Com’è stato il il live di Erlend Øye a Cesenatico?

È stato una bomba. Fine. Non ci sono altri modi di descriverlo. È stata una figata stratosferica.

Ma non è iniziata subito così in realtà. C’è voluto un pochino prima che tutto prendesse il ritmo che avevo sperato di vedere fin da subito.

Infatti, il concerto è iniziato nel peggiore dei modi, con uno degli elementi de La Comitiva che ancora prima di iniziare il live sfortunatamente rompe una corda della chitarra (il re). Ma fin qui non è un problema, può capitare. Il problema era che non c’era la corda da sostituire. Cioè non avevano un rimpiazzo e vedere il povero Erlend elemosinare una corda alla band spalla ha spezzato un po’ l’atmosfera.

Erlend Øye live da Cesenatico - Foto di Jonas Severi

Erlend Øye live da Cesenatico – Foto di Jonas Severi

Ma come si dice in questi casi, Erlend Øye è un diesel (nel nord Europa i diesel vanno molto perché non si congelano) e quindi carbura dopo rispetto ai motori a benzina e già il fatto di vederlo portare un cappello da capitano di vascello era davvero stupendo.

Se non lo sai infatti il caro Erlend è rimasto stregato dalla nostra Italia e dall’atmosfera che si respira accanto al Mare Mediterraneo, molto più caldo e accogliente del gelido Mare del Nord che avvolge i fiordi attorno a Bergen (città d’origine di Erlend) e ha deciso di trasferirsi a Siracusa in pianta stabile.

Questo per me è un grandissimo complimento che un artista come Erlend Øye fa a un paese come il nostro!

Erlend, pur essendo lo stereotipo vivente del norvegese (alto, magro, con i capelli chiari) mostra un grande, grandissimo impegno nell’abbracciare quella che è la cultura italiana in primis parlando il più possibile in italiano durante il concerto, in alcuni punti anche con un marcato accento siciliano, cosa che mi ha fatto molto sorridere!

 

Come ha reagito Cesenatico al concerto di Erlend?

Cesenatico l’ho trovata un po’ spenta in realtà. La platea era composta da vari tipi di fruitori di concerto che si possono raggruppare in due categorie ben precise: chi era gasato e chi era lì perché non aveva di meglio da fare.

Sia chiaro, siano queste categorie entrambe benedette perché permettono di far girare band come Erlend Øye e La Comitiva in posti che altrimenti sarebbero un po’ spenti. Però insomma quasi tutti erano appollaiati sugli spalti lasciando il parterre quasi totalmente sguarnito.

Questo ha spinto Erlend a fare una battuta che secondo me ha funzionato bene, richiedendo un po’ di “volontari” che stessero vicino al palco per il brano che stava per eseguire con la sua band. Questo ha iniziato a svegliare i cesenati che piano piano sono scesi dai loro comodi posti a sedere e si sono avvicinati al palco.

Mi hanno ricordato molto la poesia di Ungaretti. Gli spalti mi sembravano infatti un albero autunnale e il pubblico foglie ingiallite che “cadevano” verso il palco un po’ per volta (alcuni cadevano dagli spalti, ma finivano al chiosco della birra, forse per via di qualche brezza che li spostava…).

Al richiamo di Erlend un buon 50% del pubblico si è alzato e si è recato lì sotto al palco e per il resto del concerto continuavano a vedersi persone che regolarmente si alzavano e si avvicinavano. Ma come ho detto all’inizio, più passava il tempo e più Erlend riusciva con la sua musica e la sua energia a scaldare il pubblico che aveva di fronte anche se non sapeva chi stesse ascoltando.

Beh… ammetto di non essermi alzato subito nemmeno io, ma solo perché Claudia ha preso una bruttissima storta giocando a calcio e aveva un tutore ingombrantissimo e pativa a stare in piedi. Ovviamente tu che sei un assiduo lettore (o lettrice) di Piadina Music sicuramente ci tieni molto alla salute di Claudia.

(comunque, alla fine siamo andati anche noi sotto al palco stoicamente)

 

Erlend Øye scalda il cuore di Cesenatico

Eh sì, Erlend è bravo, molto bravo nell’intrattenere il suo pubblico ed è stato capace di fare una scaletta che partisse tranquilla per farsi conoscere e piano piano aumentasse di tenore e ritmo per scaldare i cuori di tutti.

Con l’aggiunta della sezione dei fiati sul palco (una tromba, un trombone, un flauto traverso e un oboe) ha completato quella che era la formazione acustica de La Comitiva creando un sound che un po’ mi ha davvero ricordato i bei tempi dei Kings of Convenience.

In particolare io ho molto apprezzato quando Erlend ha suonato Estate.

Non il brano di Gabbani. Quello di Bruno Martino.

Estate è un brano che io personalmente amo nel profondo ed Erlend, come sempre, è stato capace di dargli un’anima sua.

Verso la fine del concerto praticamente il totale delle persone astanti era sotto al palco, a ballare e muoversi a ritmo sugli accordi suonati da La Comitiva e sulle parole cantate di Erlend Øye. Io mi sono gasato talmente tanto che a un certo punto ho urlato: “STAGE DIVE ERLEND!!!

Ovviamente solo una persona ha riso (e non era Claudia) ed Erlend stesso ha glissato questa triste uscita mostrando la sua grandissima abilità di giocatore di poker… Dovrò pur farmi riconoscere in qualche modo, no? Va beh, lasciamo perdere va…

 

La fine

La fine del concerto è stata stupenda. Erlend è tornato sul palco ad eseguire il bis dopo essere stato acclamato da tutti e piano piano, insieme a tutti i suoi musicisti, è sceso dal palco ed è uscito in strada. Ovviamente tutto il pubblico l’ha seguito ed Erlend con La Comitiva si è esibito lì, in mezzo a una strada vuota di Cesenatico. Tutto il pubblico l’ha circondato e scattava foto e faceva video come una comitiva di giapponesi in gita a Milano.

Erlend Øye durante la performance a Cesenatico - Foto di Jonas Severi

Erlend Øye durante la performance a Cesenatico – Foto di Jonas Severi

Io ho davvero molto apprezzato quel momento che ha dato genuinità a tutta la performance e che mi ha fatto vedere quanta passione Erlend mette nella sua musica e nel suonarla.

Erlend Øye è un artista che fa quello che gli piace e che riesce a trasmetterlo a chi lo ascolta. Con La Comitiva ha creato un progetto che in alcuni punti ricorda dei Kings of Convenience mediterranei (ma nemmeno troppo) e che è capace di farsi amare anche da chi va a sentirli solo perché non c’è di meglio da fare.

Con la sezione dei fiati si assiste a un concerto stupendo che potrebbe stare benissimo dentro a un teatro e io non posso fare altro che ringraziare ancora una volta Piero (organizzatore di A Cielo Aperto che abbiamo incontrato anche al Primavera Sound) e a tutti i ragazzi di Retro Pop Live che hanno permesso a Cesenatico e a tutta la Romagna di aprire un pochino di più il proprio cuore, la propria testa e la propria conoscenza musicale.

Grazie regaz. Mi avete fatto emozionare. Non smettete mai.

 


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