Sì, ho pronunciato proprio quella frase. E per altro la penso per davvero. Penso proprio che il video di Faccio Quello Che Voglio, scritto e diretto da Rovazzi sia una figata pazzesca.

Prima di partire con tutta la valanga di insulti da parte del mondo indie che mi segue, ti voglio raccontare come sono arrivato in cima a questo elaborato pensiero. La prendo alla larga, come al solito…

La Storia di come ho scoperto Faccio Quello Che Voglio

Il risveglio

Questa mattina mi sveglio accaldatissmo. Guardo la sveglia, sono le 6.30, è sabato ed è prestissimo. Tento quindi di riaddormentarmi, ma non appena mi giro dall’altra parte, trovo Claudia (la mia ragazza) appoggiata allo schienale del letto. Sta guardando qualcosa al cellulare, sembra una serie tv.

Così da mezzo addormentato mi accorgo che mi piace la fotografia del video. Tento di capire che cosa sta guardando Claudia e tento di capire che cosa sto guardando io.

A un certo punto il mio cervello felpato dal sonno si rende conto che nel video c’è uno che sembra Massimo Boldi e subito dopo c’è qualcuno che canta. Quello che canta lo riconosco piano, piano (anche perché ogni tanto cambia forma). Comunque ci arrivo. È Rovazzi.

La mia ragazza alle 6.30 della mattina di sabato sta guardando un video di Rovazzi mentre è sdraiata a letto. In quel momento tutte le mie certezze vacillano. Probabilmente in strada c’è l’apocalisse. Invece guardo fuori dalla finestra e mi sembra tutto normale.

Il gesto estremo

Torno a guardare quel video e tento di capire come mai sta accadendo tutto questo. Ne guardo 3 minuti buoni e mi rendo conto che sembra più un film che un videoclip musicale. Inoltre non sto capendo una fava di tutta la trama. Per cui faccio un gesto estremo. Alzo il braccio e allungo il dito verso lo schermo del telefono di Claudia.

Claudia vede il dito e successivamente sposta il suo sguardo su di me. Io ricambio lo sguardo. Inizio a sudare dalla fronte. I nostri sguardi sono intensi. Alla fine, trovo il coraggio e lo faccio. Appoggio il dito sullo schermo e trascino il cursore del video tutto a sinistra per vedere il video dall’inizio. Quel momento è durato un’eternità, ma era una cosa che andava fatta.

Faccio Quello Che Voglio

Incomincio quindi a guardare il video con il cervello un po’ più sveglio e consapevole che anche io alle 6.30 della mattina sto guardando un video di Rovazzi mentre sono ancora a letto.

Il video parte. L’intro è molto alla Stranger Things. Anni ’80 inoltrati con un synth interessante. Poi appare Rovazzi che è assieme a Gianni Morandi. Non mi stupisce, l’ha già fatto l’anno scorso. Inoltre, l’inizio mi ricorda vagamente Wrong Hole di Dj Lubel. (Se non l’hai mai visto, vale la pena buttarci un occhio. Ti metto la versione originale qui e quella con i sottotitoli in italiano qui non te ne pentirai).

Comunque, nel video di Rovazzi c’è subito un colpo di scena. Morandi svela l’esistenza di un caveau dove tutti gli artisti lasciano il proprio talento. Subito dopo appare Fabio Volo che passa sotto a un metal detector che riassumerà la sua immagine in una pillola. In ogni caso è probabile che Volo il talento l’abbia perso là sotto e non l’abbia mai più ritrovato o che l’abbiano buttato via per sbaglio i regaz delle pulizie… Comunque, andiamo oltre…

Rovazzi ha un piano per zanzare (fregare) i talenti di tutti e scrivere per sempre dei grandi successi.

La Panda

Insomma, questo videoclip ha una trama. È praticamente un cortometraggio ed è girato bene! (anche se ogni tanto mi ricorda un po’ troppo le gag della pubblicità della Panda fatta a maggio, ma va bene).

La storia prosegue. Ha una vera e propria colonna sonora (sempre molto ispirata agli anni Ottanta) e ci sono un sacco di cameo (sia video che audio) di persone dello spettacolo italiano. Da Massimo Boldi (che avevo intravisto da addormentato), Rita Pavone (che non è ancora riuscita a far incarcerare i Pearl Jam), la foto di Pippo Baudo, Cracco, Ramazzotti, Nek, Emma Marrone, Al Bano, Luis Sal… tutti quanti mentre Rovazzi tenta di portare via più talenti possibili dal famoso Caveau.

Considerazioni

La cosa che mi piace di più è che comunque Rovazzi mantiene sempre un certo livello di autoironia (cosa che apprezzo davvero un sacco).

In ogni caso a un certo punto, ovviamente, inizia la canzone da estate italiana che Rovazzi ha voluto promuovere. Quella non mi stupisce più di tanto, però apprezzo tutto il lavoro enorme che c’è dietro alla realizzazione di questo videoclip. Di quello che esprime Rovazzi in altre interviste (scopro che il titolo Faccio Quello Che Voglio non è così banale…) e di come abbia avuto il coraggio di prendere in mano la propria immagine e modificarla secondo i suoi gusti.

Questo videoclip che è stato caricato il 13 luglio (ovvero ieri) è quello che non esito a definire un game changer. Nel giro di 24 ore ha già totalizzato 1 milione e 280 mila visualizzazioni su YouTube ed è salito alla posizione n.1 dei trending topics.

Non è per questo però che secondo me il video di Rovazzi è un game changer, bensì per il fatto che non è più un videoclip comune.

Infatti, questo video non è più in funzione della canzone che promuove.

Che cosa voglio dire nello specifico?

I videoclip musicali sono stati pensati alla fine del 1800, realizzati negli anni ’50 per la prima volta come li intendiamo oggi e sdoganati in via definitiva dalla tanto discussa MTV negli anni ’90.

Ma come intendevamo il videoclip fino a giovedì 12 luglio 2018?

Il videoclip era realizzato come un mezzo per promuovere una canzone in particolare. Creato per riempire il vuoto visivo fatto da un brano di solo audio. Utile per caricare i fan e per far finire in televisione un artista che si occupa solo di musica.

Rovazzi invece ha cambiato le carte in tavola facendo un videoclip che è più vicino a un cortometraggio e che intriga un sacco chi lo guarda. Io per esempio mi sono sciroppato tutta la canzone che non è proprio nelle mie corde, ma l’ho fatto perché faceva parte della “colonna sonora” del videoclip.

Quindi a partire da ieri, il videoclip musicale così come lo intendiamo è cambiato e io mi auguro che sempre più artisti si impegnino a seguire questa nuova strada.

La fine

Alla fine io questo video lo promuovo a pieni voti. È fatto bene, intrattiene e ha qualità. La canzone non è bella come quella di Dj Lubel di cui ho parlato prima, però comunque Rovazzi ha davvero mostrato un sacco pieno di palle tutte colorate e belle robuste. Bravo. Ce ne fossero di più di cose simili in Italia io sarei ancora più felice di fare il social media manager musicale.

Ci sentiamo lunedì con il mio prossimo articolone!

DAJE!

Ah, no, aspetta. Allego qui il video di Rovazzi, così puoi cicciartelo tutto anche tu!

Ti piace? Ti fa schifo? Ti faccio schifo io?

Fammelo sapere nei commenti sotto e soprattutto sveglia tutti i tuoi amici alle 6.30 di domani mattina e fagli vedere il video di Faccio Quello Che Voglio. Ti cambia la giornata.

YO!