E va bene, dovevo pubblicare ieri l’intervista fatta ai Fubolìn e invece sono andato alle Isole Eolie a mangiare la granita ai fichi d’india. NON PREOCCUPARTI! Perché l’intervista alla fine te la ciccio fuori oggi, venerdì 24 agosto. Giorno in cui non mi è ancora passato il raffreddore (te ne ho parlato nel mio ultimo articolo che trovi qui) e che segna quasi la fine delle mie (se possiamo chiamarle così) “ferie”.

L’intervista

Ai Futbolìn avevo già dato un po’ di spazio nell’ultimo articolo sull’Italian Party 2018, però dato che sono uno che ama gli eccessi, ho deciso di dedicargli anche una delle mie irriverentissime interviste.

Ammetto che sulla carta i Futbolìn sono più concisi di quello che mi aspettavo, ma come diceva sempre mia nonna (pace all’anima sua): “a buon intenditore, poche parole”. Anche perché appunto di una band parlano molto chiaramente sia le performance live che le registrazioni in studio.

Ma adesso bando alle ciance. Ti lascio in compagnia di Giacomo Bressan che si è preso la briga di rispondere alle mie infingarde domande. Hai visto che aggettivi che ti tiro fuori? Infingarde! Alexandre Dumas sarebbe orgoglioso di me come lo era di suo figlio Alexandre Dumas. (Li cito in preparazione dell’inizio della mia Battaglia a Puntate…)

Innanzitutto, chi siete e perché suonate?

Siamo Giacomo, Nicola, Giordano e suoniamo per piacere alle ragazze.

Il vostro motto è “musica nervosa per ragazzi di ghiaccio”. In realtà io all’Italian Party 2018 vi ho visti davvero pieni di energia. Cosa vi spinge a fare una performance così attiva?

Citerò Piero dei More Lemonade: “se vuoi fare ‘sta roba, o dai tutto quello che hai e sudi come una bestia, o viene ‘na mmerda”. Stavamo parlando della lavorazione del legno per fare i mobili, ma penso calzi bene anche quando si parla di punk e affini.

Il vostro ultimo album si chiama Shy guys, Malmo days. Come vi è venuto in mente questo titolo? Si ricollega a qualche brano o a qualche evento?

Il dischetto nuovo essenzialmente completa il vecchio, ci serviva per poter suonare dal vivo una scaletta valida di almeno 25 minuti (e non 15). Il titolo contiene degli inner jokes che capiscono solo alcune persone che ci conoscono molto bene, mi spiace!

Qual è stato il momento in cui avete capito che erano nati i Fubolìn? Avete il permesso di iniziare con la formula: “correva l’anno…”

Forse dopo la prima prova con Giordano (Gennaio 2015!).

Quali sono le situazioni in cui riuscite a dare tutti voi stessi in una performance?

Quando non siamo arrabbiati tra di noi, quando non ci tocca suonare su palchi alti due metri, quando Giordano non ha qualche malanno alla voce o alla schiena, quando Nicola non è in pensiero, quando Giacomo è sobrio, o anche quando capita di suonare con band antipatiche.

Avete mai pensato di aggiungere un membro alla vostra formazione oppure vi sentite completi?

Non siamo completi e si sente forse, sia in fase di composizione che ai live. Per questo stiamo collaborando con un quartetto d’archi, vediamo che succede.

Cicciate fuori tutte le prossime date dai, che voglio tornare a vedervi presto!

Questo venerdì siamo al Tafuzzy Days di Riccione, ultima nostra data estiva. Per l’autunno stiamo ancora definendo i giretti da fare, tieni d’occhio la nostra pagina Facebook, le date le annunceremo lì!

Futbolín, amore, crowdsurfing.#ItalianParty2018

Pubblicato da To Lose La Track su Sabato 21 luglio 2018

La fine

Inutile dire che l’intervista è già finita. Sembra un po’ come quando su Netflix gli episodi della tua serie preferita escono solo una volta alla settimana… Ma non preoccuparti, i Futbolìn hanno l’argento vivo addosso e di certo potremo ritrovarci a saltare assieme a loro molto presto in questo autunno 2018 che sta correndo verso di noi a tutto spiano. Ma quando arriva giugno 2019?

Adesso ti lascio con un po’ di cose da ascoltare di questa band. Metti le cuffie, ma col volume stai all’occhio perché i Futbolìn non scherzano.

A lunedì! YO!