Oggi ti voglio parlare di una persona che meriterebbe molta più attenzione rispetto a un singolo post di Piadina Music. Però insomma, meglio di niente dai.

Oggi ti parlo di Giorgio Moroder!

La storia

È già da un bel po’ che sono in fissa con la musica elettronica. Diciamo che i primi capezzoli turgidi mi arrivarono con i Daft Punk e le sonorità di Discovery. Quel disco però lo scoprii ben 10 anni dopo la sua uscita. In quel periodo vivevo a Stoccolma.

Nel momento in cui scoprii Discovery mi sembrò di aver aperto le porte di una stanza infinita piena di suoni interessantissimi di cui non ne capivo l’origine perché erano tutti super elettronici. In principio tentai di imparare a comporre, ma mi scontrai con il mio poco tempo a disposizione e la mia non grande pazienza nella gestione di un sintetizzatore.

Caddi quindi in un lungo tunnel fatto di suoni che non rappresentavano ciò che avevo in testa e finivano costantemente per deludermi e frustrarmi. Al contrario i Daft Punk riuscivano costantemente a produrre suoni che allietavano le mie orecchie. Suoni che, per dirla alla Piadina Music, sentivo che erano giusti.

Mi resi conto quindi che la strada della produzione del suono non era adatta a me.  Non era adatta perché il mio desiderio di scoperta era troppo dirompente. Il mio cervello necessitava di essere stimolato costantemente e il metodo più pratico era ascoltare tonnellate di musica su Spotify, allora servizio di nicchia riservato a pochi paesi europei tra cui la Svezia, suo paese d’origine.

 

Random Access Memories

Una mattina di due anni dopo mi svegliai nella mia cameretta di Londra in cui mi ero trasferito da un po’ di tempo. Scesi a fare colazione e uscii in fretta in strada.

Appena chiusa la porta dietro di me mi trovai in Goldhawk Road, di fronte a me c’era la fermata dell’autobus numero 94.

Attraversai la strada ricordandomi di guardare prima a destra e poi a sinistra (ho sempre fatto e sempre farò casino ad attraversare la strada nel Regno Unito).

Mentre raggiungevo la fermata dell’autobus, arrivò il 94 e io sentii il rumore della mia mascella infrangersi sul marciapiede. Cadde perché tutta la fiancata del bus double decker era ricoperta dalle facce robotiche di Guy e Thomas, i Daft Punk. Il bus 94 per Piccadilly Circus stava dicendo a gran voce che Random Access Memories era in vendita.

E mentre tutti celebravano Get Lucky con Pharrell Williams, io celebravo la traccia numero 3, Giorgio by Moroder.

Finalmente conosco Moroder

Di Giorgio Moroder non sapevo assolutamente niente finché non l’ho scoperto all’interno di Random Access Memories.

Dopo aver ascoltato almeno un centinaio di volte quel brano che per me aveva sonorità incredibili, decisi di ascoltare più lavori possibili di colui che fece rimanere a bocca aperta anche Brian Eno con I Feel Love!

Scoprii che avevo già ascoltato più volte Moroder, semplicemente non sapevo che ci fosse lui dietro a quei suoni. Moroder fu il produttore di Donna Summer e creò per lei I Feel Love, uno dei brani più incredibili della storia se contestualizzato all’era in cui venne prodotto.

Inoltre, un sacco di film anni 80 (sai che amo gli anni 80, no?) hanno la firma di Giorgio sulla colonna sonora. Da Top Gun a Flashdance e tanti altri.

Moroder in tour!!!

Insomma, tutto sto mega pippone su Moroder perché alla veneranda età di 78 anni, “l’inventore” della Disco Music ha deciso di fare il suo primo tour da solista!

Per me che mi sento sempre costantemente indietro rispetto a chiunque altro, questa notizia non può che farmi piacere. Sì perché non si finisce mai di migliorare e le cose belle accadono anche a 78 anni, quindi teniamo i denti stretti e continuiamo imperterriti a voler migliorare!

 

La fine

Insomma, scoprire il tour di Moroder mi fa stare bene e mi fa sentire meno in ritardo e credo proprio che me lo andrò a vedere dal vivo!

Quindi se anche tu hai un po’ di grano in quella saccoccia, spendilo! Spendilo e acquista un biglietto di Giorgio e vatti a vedere live questo incredibile artista che ha cambiato il modo di intendere la musica negli anni 80 e che è caduto nel dimenticatoio fino al 2013 quando i Daft Punk hanno deciso di “salvargli la vita” inserendolo in quello che ritengo sia il loro album più riuscito di sempre.

Io adesso ti saluto con un album che celebra bene l’immagine e il gusto di Giorgio Moroder. Ti saluto con From Here To Eternity!

Qui troverai tutte le date del tour di Moroder: clicca, clicca, clicca!

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CIAO!