E anche l’Italian Party 2018 è volato via veloce nel cassettino dei ricordi. Mi sembra la settimana scorsa quando ve l’avevo presentato con il mio articolone… Effettivamente lo era, c’è l’articolo qui.

Fra 40 anni quando io, Luca e lo staff ci ritroveremo per fare le reunion malinconiche, ricorderemo sicuramente questa edizione, ovvero quella in cui l’Italian Party è diventato maggiorenne.

 

Cosa è successo all’Italian Party 2018?

La cosa che più di tutte mi ha impressionato è stata quanto vuoto fosse l’E45 per scendere fino a Umbertide, sono andato davvero con un filo di gas e non c’era per niente traffico. Forse perché erano tutti sull’A14 che tentavano di andare al mare…

L’arrivo

Sono arrivato a Umbertide un po’ prima di pranzo e il tempo minacciava un po’ di pioggia che fortunatamente non si è mai verificata.

In loco c’erano solo i tecnici che si stavano occupando dei palchi e i fonici (Raffo e Marco) che si godevano l’ombra dei gazebi montati sopra ai loro mixer. Poi incrocio finalmente Luca, Amal (una delle fotografe che stimo di più) e Luna e ci abbracciamo affettuosamente.

Dopo tutti i saluti mi godo il momento magico della quiete prima della tempesta. Il momento in cui sei un po’ teso perché non sai come andrà l’evento, ma comunque sei sereno e fiducioso.

Mangiamo tutti assieme nel backstage. Fra le altre cose c’è una pizza con il mais. Lo ripeto, c’è una pizza con sopra dei chicchi di mais. Quando l’ho vista mi sono caduti gli occhi dentro alla birra che avevo in mano… Se te lo stai chiedendo però, sì, abbiamo mangiato anche quella.

Dopo pranzo mi aggrego a un gruppetto di gente che si sta dirigendo a bere il caffè al bar più vicino. Sono circa le 15.00, ora in cui l’edizione 2017 era iniziata.

A metà strada infatti incontriamo una ragazza che ci ferma (intuendo che facciamo parte dello staff essendo tutti vestiti come degli scappati di casa) e ci chiede a che ora inizia il festival. Una volta scoperto che sarebbe iniziato solo 2 ore dopo, è fuggita da dov’era venuta, in cerca di ombra e fresco.

L’inizio

Dopo vari cincischiamenti il festival apre le danze. Il ritmo è elevatissimo e il buon Luca Benni mi chiede la cortesia di fare da Stage Manager. E come rifiutarsi a una richiesta dell’uomo To Lose La Track? Oltre al social media manager, ho fatto quindi anche lo stage manager, ovvero colui che scassa la fava alle band prima, durante e dopo il concerto.

Come? Ma è molto semplice. Bisogna assicurarsi che prima del concerto la band sia vicina al palco su cui deve esibirsi e che abbia tutti gli strumenti necessari. Bisogna rompergli la fava se fa durare troppo il soundcheck (il momento in cui si settano tutti i volumi) e bisogna stressarli se non smettono di suonare per tempo. Così, grazie a questa bellissima figura invisibile, si rispettano i set dell’evento e si evita che a un certo punto arrivino i Carabinieri perché si è sforato l’orario in cui si doveva terminare.

Fortunatamente tutto l’Italian Party 2018 è andato alla perfezione anche quando la band più assurda di tutte, i Futbolìn, ha tirato fuori l’arma segreta…

 

I Futbolìn e l’arma segreta

I Futbolìn (che sono 3) adorano l’Italian Party. Sostengono di esserci stati spesso e che questa era la primissima volta in cui ci si sarebbero esibiti. Quindi, cos’hanno pensato questi 3 baldi giovani provenienti dalle calde terre del Veneto? Di fare una performance da paura (in tutti i sensi…)

Fase uno, il tiro:

Questi tre regaz salgono sul palchetto dentro al chiosco e iniziano a suonare come se fossero all’O2 Arena di Londra. Avevano un’energia incredibile.

Fase due, stupire tutti:

Essendo appunto la prima volta che si esibivano all’evento, hanno voluto impressionare tutti e ci sono riusciti. Come? Ma è chiaro, inizialmente utilizzando due tubi sparacoriandoli con cui ricoprire di stelle filanti le prime file del loro pubblico, poi hanno tirato fuori l’arma segreta.

Circa a metà della performance hanno distribuito una cesta di GAVETTONI a tutti i partecipanti al concerto. Dei gavettoni. I partecipanti ovviamente non si sono lasciati cogliere impreparati, hanno afferrato con ardore i gavettoni e hanno iniziato a tirarseli in faccia senza nessuna paura. Finiti i gavettoni hanno iniziato a pogare come dei pazzi in tutto quanto il chiosco in cui era posizionato il palco.

In quel momento ho visto la paura negli occhi di Raffo (mio caro amico dai tempi dell’università e fonico dell’evento). La paura l’avevo vista anche nel momento del lancio dei gavettoni, perché nel caso in cui uno fosse atterrato su una presa, avremmo potuto terminare l’Italian Party immediatamente. Ma diciamo che la fase panico totale è stata quando il pubblico ha iniziato a pogare davanti al mixer, rischiando di buttare tutto all’aria. Fortunatamente un paio di anime pie si sono lanciate a difesa della postazione e non è successo niente di grave. A me questo concerto è piaciuto tantissimo.

Insomma, il delirio della performance dei Futbolìn lo metto sul podio degli eventi segnanti dell’edizione 2018 dell’Italian Party.

Non ti basta? Beccati questo brevissimo video sulla performance della band più pazza del Veneto. (Ovviamente il video l’ho fatto io… pat, pat Carlo).

Futbolín, amore, crowdsurfing.#ItalianParty2018

Pubblicato da To Lose La Track su Sabato 21 luglio 2018

 

Altri gruppi salienti?

I gruppi che hanno partecipato all’edizione 2018 dell’Italian Party erano tutti salienti. Erano tutti davvero molto in forma. In particolare, Johnny Mox e la sua band, i Tellison dal Regno Unito, i Kint che non sbagliano mai un colpo e così tutte le altre band. Ma in questa line-up, oltre ai Futbolìn, ci sono altre due band che mi hanno piegato a metà dalle risate con la loro performance (cosa essenziale per farmi innamorare). I Cayman The Animal, che hanno suonato travestiti da veneziani e hanno esordito così: “Questo festival si chiama Italian Party, no? E allora noi abbiamo portato Venezia qui a Umbertide”. Tanto per essere chiari, i Cayman NON sono veneziani.

Pubblicato da To Lose La Track su Sabato 21 luglio 2018

 

L’altra band che davvero mi ha intrigato è Tunonna. Non ti sto prendendo in giro. Si fa chiamare davvero Tunonna ed è una ragazza che viene da Roma. Si chiama Silvia Sicks e mi ha aperto a metà con una bellissima cover, questa qui. La riconosci?

#ItalianParty2018 è Tunonna, pasta col tonno, birra e altre tipologie…

Pubblicato da To Lose La Track su Sabato 21 luglio 2018

 

Tutto questo è stato l’Italian Party 2018. Ogni anno ci vado e ogni anno sto bene quando sono lì, mi diverto seppur lavorando, conosco tantissime persone nuove e simpatiche e ritrovo amici che non vedo molto spesso.

Speriamo quindi che questa abitudine non si perda mai. Intanto quest’anno il festival è diventato maggiorenne e noi l’abbiamo festeggiato facendo una sorpresa a Luca Benni (grazie Amal che ti sei sbattuta per la buona riuscita) una bella torta di compleanno e tanto amore. Tanti auguri Luca e tanti auguri Italian Party.

La fine

Adesso ti lascio con un video bellissimo di me e il chitarrista dei Futbolìn mentre ci dirigiamo alla sagra di paese con tutta la line-up del festival per passare una bella domenica assieme. Il viaggio è durato 15 minuti e sono stati tutti così…