Chi sono i Krang? Cosa suonano? Che faccia hanno? Perché si chiamano proprio Krang?

Lo so che nella capoccia hai tutte queste domande e posso dirti con certezza che fino a qualche mese fa io ero nella tua stessa situazione. Per sopperire a queste lacune te li presenterò tramite una storia, due video e la Playlist #4 di Piadina Music!

La storia

Una sera di metà aprile mi trovo a camminare in mezzo al diluvio universale diretto verso il Legend Club di Milano. Lì si sarebbero esibiti i Deneb Kaitos, una band di amici in procinto di rilasciare il nuovo album. Il concerto di apertura sarebbe stato appunto dei Krang, gruppo di cui non sapevo assolutamente nulla.

Mangio assieme alle band e vedo due ragazzi che non riesco ad identificare. Mi sporgo verso il fonico dei Deneb che conosco molto bene e chiedo: “senti, ma chi sono i due tizi strambi lì?” e la risposta banale fu che erano i Krang.

Iniziai a squadrarli per tentare di capire che genere musicale avrebbero suonato dopo. Prima li immaginai vestiti da Cugini di Campagna, poi vestiti da Kiss, poi vestiti da Elton John, poi decisi di smettere perché era ovvio che non avevo idea di cosa aspettarmi.

Il concerto

Finita la cena ci spostiamo in sala, le luci si abbassano e salgono sul palco proprio loro, i Krang. La prima nota mi secca istantaneamente e mi riporta all’età di 6 anni, quando giocavo a Super Mario Bros. E più suonano, più regredisco finché non mi trovo nei miei amatissimi anni 80.

Carlo-Krang-Live

Qui un raro scatto della serata. Io sono quello vestito da Yoshi, gli altri due sono i Krang.

Chiaramente non posso fare altro che chiudere gli occhi e volare in questo cielo notturno di Miami assieme a Sonny Crockett e Rico Tubbs.

Finita la performance mi presento davanti ai Krang vestendo la loro maglietta e tenendo fra i denti la loro music cassetta. Ovviamente sono rimasti positivamente impressionati e siamo subito diventati amici, anche perché diciamo che ci accomuna una discreta dose di demenzialità. Io la esprimo scrivendo, loro la esprimono suonando. Non ci credi? Allora guardati il video che hanno realizzato per lanciare Comfort Zone, il loro primo EP! Fabio è quello blu e Marco è quello verde.

TEASER!

QUESTI DUE RAGAZZI CORRENDO HANNO SCOPERTO IL SENSO DELLA VITA!https://goo.gl/7OBKoB

Pubblicato da KRANG su giovedì 4 maggio 2017

Ecco, da un video come quello non può che nascere questo articolo. Infatti, mi sono talmente innamorato di Marco (verde) e Fabio (blu) da decidere di fargli un paio di domande demenziali.

L’intervista

Carlo: Ma si può sapere perché suonate assieme?!

Marco: Perché entrambi ci eravamo stancati di trattare i nostri strumenti (voce e batteria) sempre alla stessa maniera. Così io ho deciso di fare a pezzi la voce con degli effetti per potenziarla e ottenere cose che la mia timbrica e le mie frequenze non mi permettevano di fare. Fabio invece ha deciso di fare ritmiche elettroniche sulla batteria “vera”, incastrandole con suoni esclusivamente elettronici. Ma non voleva fare il classico batterista che usa il multipad e basta, quindi si è aggiunto 4 pedali, fra trigger e switch e casse vere. E ha deciso di suonare anche parti vocali mie. Inoltre, ogni 2 mesi cambia parti della batteria per modificare il suono.

Ecco spiegato perché il nostro primo EP si chiama Comfort Zone: per ricordarci di stare sempre fuori dalla nostra di comfort zone. Perché quando si è scomodi si tirano fuori le cose più interessanti.

Carlo: Senti un po’, ma perché vi esibite con dei costumi?

Marco: Volevamo sembrare un po’ freak, la versione elegante del Grinch e così ci siamo disegnati addosso il costume di scena che hai visto. Ma chi lo sa, magari fra 6 mesi potrebbe essere qualcosa di completamente diverso. Io sono verde e Fabio è blu. Ma abbiamo idee serissime per questo progetto.

Carlo: Descrivetevi e descrivete la vostra arte in non più di due parole…

Marco: Siamo entrambi due bambini cresciuti male, che appena hanno la possibilità si mettono a fare “le voci” e “i versi”. Certi rapper dicono “da piccolo facevo i versi, adesso li scrivo”. Io dico “da piccolo facevo i versi, adesso pure”. Con qualche accorgimento siamo riusciti a trasformare il fare casino in fare musica e i nostri genitori non possono certo lamentarsi.

Carlo: Direi che non fa una piega. Comunque, anche se è davvero palese, a quale decade vi ispirate per creare le vostre nuove composizioni?

Marco: Siamo fan della seconda metà degli anni ’80 e della prima dei ’90. Da qui l’EP su cassetta, i colori, le reference nelle canzoni. Non credo sia una questione di moda, è una questione di gioco. Amiamo fare musica che (lo speriamo) piaccia e sia bella, ma prima di tutto amiamo fare musica perché ci diverte. Si gioca coi suoni, con le cit. con le frequenze, con le regole. Siamo nel 2018, saremmo dei pazzi a non provarci almeno.

La fine

Da questa intervista è quindi impossibile negare il fatto che siano sciroccati tanto quanto me. Questa cosa mi fa sentire meno solo al mondo e anche meno stupido. Yeh!

Insomma, i Krang sono davvero una bellissima scoperta fatta di due persone squisite con un ottimo gusto per il demenziale stiloso, gli anni 80, le Ferrari, i Rolex finti, gli ultraleggeri, i motoscafi, le camicie hawaiane, le palme……

Bene, il mio pippone settimanale è finito e ti saluto ovviamente con il video dei Krang fresco fresco di uscita! (L’hanno buttato fuori proprio oggi, ma che bomba è?)

Ci vediamo la settimana prossima e ricordatevi di iscrivervi al Piadina Bot di Messenger per rimanere sempre aggiornati! CIAO!