Ebbene sì, ormai è già passata una settimana intera dal Primavera Sound, ma non provo malinconia o depressione, anche perché in settimana sono stato al Beaches Brew e poi sono partito per il Medimex che quest’anno approdava a Taranto.

Insomma, mi sono sparato 3 festival da paura nel giro di una settimana e mezzo, non male no?

In questo articolo ti racconterò la mia esperienza al Medimex, un festival che non è solo fatto di concerti, ma anche di incontri per addetti ai lavori. La cosa super ganza è che io sono stato invitato a fare uno speech sui social media applicati al mondo musicale assieme al mio amico e collega Gabriele Aprile!

Ma, partiamo dal principio con una delle mie ormai rinomatamente ironiche storielle.

 

La storia

Una mattina di marzo stavo freneticamente lavorando al pc mentre il telefono squilla, la conversazione successiva mi ha scosso fino a farmi inturgidire i capezzoli.

Ovviamente te ne riporto la trascrizione più fedele possibile alla realtà.

 

La telefonata

Carlo: …pronto?

Call Centre: Salve signore, siamo di EnergiaPulita, vorremmo sapere…

Carlo: *click* (chiudo la chiamata).

 

Il contatto di Gabriele

Dopo questa telefonata avevo voglia di lanciare qualcosa dalla finestra, così ho dato un piffetto alla cimice che stava camminando sorniona sul davanzale. Ammetto che compiere un atto così violento mi ha fatto sentire molto meglio e mi ha preparato alla conversazione con Gabriele.

Infatti, poco dopo ricevo un suo messaggio sulla chat di Facebook che tengo sempre aperta. Dopo aver chiacchierato un po’, Gabriele mi propone di tenere uno speech sui social media applicati al mondo musicale al Medimex.

Per essere sicuro che quello che stava succedendo era reale, sono andato nello studio di Claudia e le ho intimato di darmi una sberla. Dato che si è rifiutata di portare a termine questo compito, non potevo che essere sveglio. Così sono tornato al pc e ho risposto con molto entusiasmo a Gabriele.

Dovevo preparare un po’ di case study dei miei lavori precedenti e una presentazione della durata di un’ora. Io mi sono subito fatto prendere dall’entusiasmo, avrei fatto uno speech di un’ora in uno dei festival per addetti ai lavori più famoso d’Italia.

Ho trascorso i mesi successivi a questa conversazione a fantasticare su quel grande momento.

 

Il grande momento

Ecco, il grande momento è arrivato davvero in fretta. Dopo essere stato al Primavera Sound infatti ho avuto solo il tempo di disfare lo zaino, fare un paio di lavatrici e preparare nuovamente lo zaino per andare in Puglia.

Dato che sono uno che adora riflettere sulle cose, ho scelto di scendere in Puglia guidando la mia amatissima Golf. 7 ore di amore al volante che mi hanno permesso di svuotare la mente al 100%.

Quindi, il 7 giugno (compleanno del mio carissimo papà), trascino il mio zaino, la borsa del pc, lo zaino di Claudia, la borsa del pc di Claudia e Claudia stessa fuori dall’appartamento di Ravenna. Butto tutto in auto così come viene (per fortuna ho buttato Claudia nel sedile giusto e nella posizione corretta…) e mi dirigo a fare gpl.

Riempio tutto per bene, impressionando il benzinaro per l’enorme capienza del mio impianto gpl. Mi rende sempre molto orgoglioso impressionare i benzinari con l’incredibile dimensione della bombola del gas della mia Golf. È come se ti insignissero dello status di capobranco.

Dopo aver pagato (parte negativa dell’avere un impianto gpl così capiente…) siamo partiti a tutta birra verso l’A14 e verso la libertà!

La sosta in autostrada

Il viaggio in A14 è stato regolare, senza episodi particolarmente degni di nota, a parte la messa in onda di un brano di Sabba su Radio 3 che mi ha reso molto orgoglioso. Sabba è uno dei miei clienti, quindi sono stato felice per lui.

Al termine del Molise ho deciso di fermarmi in un’area di sosta per 3 ragioni importantissime:

  1. Mangiare;
  2. Fare rifornimento;
  3. Raccogliere un pugno di terra del Molise da conservare in una piccola bottiglietta di vetro da esibire come prova a chi ne mette in dubbio l’esistenza. Un po’ come faceva Kevin Costner in Waterworld.

Per il punto due ho avuto un po’ sfiga, nel senso che ci siamo dovuti cibare in uno dei punti Sarni, notoriamente non promotori della qualità del cibo.

Claudia ha preso una lasagna che sembrava una confezione di quelle spugne quadrate che si usano per pulire i sanitari in casa, mentre io ho “furbescamente” scelto un’insalata di mare.

La mia insalata di mare era 100% composta da surgelati. Anche il tovagliolo e le posate probabilmente erano surgelate. Dopo un paio di forchettate ho deciso di desistere e ho comprato un Mars e dei wafer. Mi piace mangiare sano.

 

L’arrivo a Taranto

Era lampante che Taranto non fosse pronta ad accogliere il Medimex. Infatti per percorrere i 2km che mi separavano dall’entrata della città al Circolo Ufficiali (punto in cui erano i miei pass) ci ho messo 20 (VENTI) minuti.

Come sai, io sono romangolo e noi romagnoli siamo abituati a percorrere in auto strade liscissime e assolutamente vuote (al massimo si trova un trattore ogni tanto). Quindi quando mi trovo bloccato nel traffico mi si chiude la vena in 2 secondi netti e sviluppo crisi di isteria estreme.

La cosa bella è che non mi attacco al clacson dell’auto, ma inizio a borbottare come se fossi una locomotiva a vapore. Questo induce Claudia a farsi grosse risate ed eventualmente a spiegare la mia patologia a passeggeri che ancora non hanno avuto modo di conoscermi dietro al volante.

Comunque, alla fine ho desistito. Ho parcheggiato e terminato il tragitto a piedi.

Una volta recuperato i pass, siamo andati in albergo in cui abbiamo scaricato tutti i bagagli, poi con la mia fedele valigetta del pc mi sono recato all’hotel di Gabriele, per fare una diretta Facebook nel gruppo Social Music Marketing. La diretta è stata molto figa e mi ha messo di buon umore per il giorno seguente, in cui avrei dovuto essere carico a balestra per fare una buona presentazione.

 

La prima sera di concerti

Dopo aver finito la diretta, mi sono recato in albergo, mi sono lavato minuziosamente e assieme a Claudia abbiamo incontrato Cristian, mio caro amico dell’epoca di Londra. Non lo vedevo da una cosa come tre anni. Abbiamo deciso di cenare assieme e poi di recarci in piazza e goderci l’esibizione dei Kraftwerk.

Devo dire che non avevo mai visto i Kraftwerk dal vivo, quindi mi sono immerso fino alle narici in questa bellissima esperienza.

Per altro, questa esibizione era in 3D e all’entrata fornivano dei fantastici occhialetti di cartone per godersi a fondo la performance.

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Questo sono io in compagnia dei miei occhiali 3D e della maglia dei Kraftwerk che mi ha regalato Cristian

 

Il giorno del mio speech

Devo dire che il giorno del mio speech al Medimex ho sentito un filo di nervosismo misto a tensione che è un po’ come quando hai quel mal di testa che non è troppo insolente, ma rimane sempre in sottofondo e non te ne liberi fino a quando non vai a letto.

Per abbattere lo stress, mi sono recato assieme a Gabri a un panel in cui 4 personalità della musica italiana si sarebbero confrontate su un tema per me molto interessante. Dino Stewart (BMG), Dario Giovannini (Carosello Records), Lino Prencipe (Sony Music), Claudio Ferrante (ArtistFirst) ed Emiliano Colasanti (42 Recors), presentati e moderati da Giampiero Di Carlo (Rockol) si sarebbero confrontati su quella che potrebbe essere l’evoluzione delle etichette discografiche.

Dopo esserci goduti questo confronto interessantissimo, ci siamo recati nella sala 5, dove Carlo Alberto Biasioli (cioè io) avrebbe dovuto parlare per 60 minuti di cosa vuol dire applicare il marketing dei social media alla musica.

Mi sono seduto dietro al cartellino di carta che riportava il mio nome, ho preso il pc dalla borsa e l’ho posizionato sul tavolo. Dopo averlo collegato allo schermo che faceva vedere la mia presentazione a tutti gli astanti, mi sono rilassato immaginando tutti quanti in mutande. Nel momento in cui l’ho fatto però c’era solo il tecnico audio e mi è venuto subito ribrezzo.

Al nostro speech sono venute molte persone e dopo un’introduzione di Gabriele è venuto il mio turno.

Mi sono alzato dalla sedia, ho impugnato il telecomandino del potere e ho fatto finta di essere un mix fra Steve Jobs e Totò. Devo dire che entrambe le parti mi sono riuscite bene e alla fine l’ora è scivolata via senza problemi. La cosa di cui sono orgoglioso è quella di essere riuscito a far ridere il mio pubblico con le argutissime battutine che buttavo lì ogni tanto.

Alla fine dell’intervento molte persone sono venute a congratularsi e la cosa che mi ha reso felice è stato vedere Claudia e Cristian fra il pubblico. A loro non interessano i social media, erano lì solo per vedere me e questo mi ha riempito il cuore di amore.

 

La seconda serata di concerti

Dopo aver lasciato il Circolo degli Ufficiali, ci siamo recati a mangiare un paio di Cicci (una sorta di pizza tipica pugliese) per aperitivo e poi siamo andati a fare una cena vera e propria.

All’arrivo al ristorante ho mostrato con orgoglio il badge del Medimex che sosteneva che ero un PRO e che avevo diritto a una cena gratis. Il proprietario con tutto riguardo ci ha portati tutti e quattro (io, Gabri, Claudia e Cristian) in una sezione del ristorante separata dalla sala principale. Ci siamo sentiti tutti importantissimi e dopo aver ordinato tutti quanti degli spaghetti allo scoglio, Gabri si è accorto che nel tavolo accanto al nostro stava cenando proprio Raphael Gualazzi.

Io mi sono girato e l’ho riconosciuto. Come al solito avrei voluto avere il coraggio di alzarmi dal tavolo, camminare con sicurezza verso di lui e la persona con cui stava cenando, stringergli la mano e presentarmi facendogli i complimenti per l’ottimo lavoro svolto negli anni precedenti e nel periodo attuale.

Invece ho continuato a guardarlo da lontano senza fare niente, come al mio solito. Prima o poi supererò questa patologia che continua ad assalirmi. (Mi era capitata anche quando sono stato al Brooklyn Steel di New York).

Finita la cena ci siamo recati in piazza per goderci la performance dei Placebo e devo dire che hanno ancora un tiro da paura. Ho anche apprezzato molto il lavoro dei fonici del Medimex perché in entrambe le serate hanno fatto davvero un ottimo lavoro creando suoni e volumi ben bilanciati. Quindi bravi!

C’è da dire che di solito quello che va in trance durante i concerti sono io. E sono sempre io quello che si dimentica di essere circondato da delle persone e si abbandona completamente alla musica. Invece questa volta è stata Claudia a scatenarsi e a pogare con tutti senza tregua. Da teenager era una fan accanita ed essere riuscito a farla assistere gratuitamente alla performance dei suoi vecchi paladini mi ha reso orgoglioso della mia professione. Ok, i biglietti non costavano uno sfacelo, però insomma, lei è potuta entrare gratis.

 

Il giorno dopo il mio speech

Il giorno successivo io e Claudia abbiamo fatto il check-out dall’albergo e poi ci siamo recati a Taranto Vecchia. Dovevo andare in conservatorio per assistere all’ultimo intervento di Gabriele sui social media. Raggiunta la zona ZTL sono sceso e ho lasciato a Claudia la macchina così che potesse essere libera di farsi un po’ gli affari suoi con serenità.

La lezione di Gabriele è stata molto interessante e ho anche potuto intervenire in un paio di occasioni. Dopo di che siamo scesi nell’atrio e abbiamo incontrato Luce, Roberta e incredibilmente Ferdinando Arnò, seduti su delle sedie del conservatorio.

Personalmente non conoscevo Ferdinando e scoprirlo lì sulle sedie del conservatorio e stringergli la mano è stata un’esperienza quasi surreale. Nel caso in cui tu non lo conosca, ti passo la pagina di Wikipedia che parla di lui (la trovi qui).

Ferdinando propone a tutti un aperitivo sulla terrazza di un amico, che poi si è rivelato un amico comune anche di Gabri, Luce e Roberta.

La casa in cui questo amico comune (che si è rivelato un bravissimo compositore di nome Lelio) alloggiava era una casa museo davvero affascinante di cui mi sono innamorato. La terrazza si trovava sul tetto, da cui si vedevano tutti i tetti di Taranto e il mare. Un panorama unico.

Sulla terrazza sono poi arrivati anche Claudia e Cristian e i momenti che abbiamo potuto passare tutti assieme sono stati davvero piacevoli. Non avrei mai voluto lasciare quel luogo che mi ha regalato tanta felicità, relax e nuovi amici.

La fine

Verso sera io Claudia e Cristian siamo partiti alla volta di Bari, per goderci un weekend all’insegna di panini al polpo, camminate in riva al mare e lunghe chiacchierate che ci ricordavano i bei vecchi tempi di Londra.

Sarà dura adesso affrontare una settimana “normale” in cui non sarò in giro per festival musicali o concerti. Sicuramente però avrò modo di elaborare tutte le informazioni immagazzinate dal mio cervello e partire alla carica come sempre.

La vita è una figata. DAJE!

Spettacolare terrazza sul mare di Taranto, con gente bella 😀

Pubblicato da Gabriele Aprile su sabato 9 giugno 2018