Mood, una vita in tour

La settimana scorsa avevo talmente tante cose di cui volevo parlare su Piadina Music che ho dovuto selezionarle. Sono riuscito a scendere fino a due argomenti, tra cui proprio non ero in grado di dichiarare un vincitore. La line-up del Coachella 2018 e i miei progetti futuri come Social Media Manager in ambito musicale. Così, dopo essermi spremuto le meningi per un paio di minuti, ho deciso di farvi votare su Facebook, con un bel sondaggione.

Ciao cari Piadinari, ho un dubbio che mi sta rivoltando i capezzoli.Per lunedì ho due argomentoni incredibili di cui…

Pubblicato da Piadina Music su Giovedì 4 gennaio 2018

 

È risultato che la maggior parte di voi ha scelto che parlassi dei miei progettoni. E io non me lo faccio ripetere due volte. Ecco quindi che ti racconterò dei MOOD e di quello che sto facendo per loro.

Quindi adesso, immergiti nella mia storiella come se fosse la jacuzzi che tanto sogni.

La storia

Sabato 6 gennaio. Epifania.

Mi sveglio abbastanza fresco, faccio colazione e preparo lo zaino. Questa volta devo uscire per seguire una band a un concerto.

La band si chiama MOOD, sono due pischelli di 21 anni (10 anni secchi meno di me), ma hanno un tiro della madonna. La formazione è un power duo. Chitarra e batteria, come i Black Keys per intenderci.

Sul mezzogiorno mi metto al volante e mi sciroppo i 110km che ci separano. I regaz sono di Finale Emilia e provengono dal Circolo Musicale Lato B (realtà molto bella per la musica).

Sono a destinazione poco dopo le 13.30. Molo (il chitarrista) e Mitch (il driver) sono già sul luogo a caricare il furgone. Circa 10 minuti dopo arriva anche Maino (il batterista).

La partenza

Tutto è pronto. Scatto una foto della band davanti al furgone, la modifico e la posto su Facebook e Instagram per vedere come gira la questione comunicazione. Vengo immediatamente inondato di notifiche e quasi quasi mi pento di dover stare dietro a tutte quante. Però questo mi mette di buon umore, sicuramente si riuscirà a lavorare bene anche se suoneranno tardi quella sera.

Dopo esserci fatti due ghignate generiche, saltiamo sul furgone e alla velocità della connessione internet a 56k che avevo nel 2000, ci dirigiamo verso l’Honky Tonky, locale di Seregno che aspetta di essere riempito di note, energia e gente con voglia di saltare.

Dopo un paio di pause autostradali e dopo essere stati sorpassati da un totale di venti anziani alla guida di varie Panda e Prinz, arriviamo nella ridente Brianza.

L’attesa

Bene, iniziamo a scaricare. Sì perché i Mood sono in due, ma si portano dietro 4 casse di discrete dimensioni, più chitarre varie e batteria.

Finiamo di scaricare prestissimo. Non c’è nessuno. Quindi decidiamo di ingannare il tempo giocando a calcio balilla. Dopo aver consumato le manopole, decidiamo di ingannare il tempo giocando a biliardo. Io faccio pena in entrambi. Neanche a dirlo, eh.

A una certa iniziano a montarsi il set. Ecco, questo set NON è sul palco.

No, loro suonano in mezzo alla sala. Cosa davvero molto figa. Infatti, usano l’hashtag #nostagebeststage. Insomma, sono due dritti che sanno come intrattenere i loro fan.

Finalmente con l’arrivo del promoter (chi organizza la serata) e del fonico, inizia il divertimento. Le band della serata sono 5 e i Mood sono esattamente nel mezzo, sia con il set che con l’orario. Loro ci sguazzano a essere in mezzo. Non mi stupirei che fossero entrambi nati di mercoledì.

Dopo il soundcheck (momento in cui le band testano i suoni e il fonico sistema i volumi dell’impianto in sala), andiamo nel backstage a mangiare. Il rancio erano circa 20kg di pasta all’arrabbiata. 5 band, sono più o meno 4 kg di pasta a band. Ci sta. In pratica avevo un kg di pasta da mangiare solo io.

Il locale si riempie e arriva il momento dei Mood. Tranquilli come due pupetti, si mettono nella loro consueta formazione. Chitarrista e batterista suonano uno rivolto verso l’altro, con due casse dietro il chitarrista e due casse dietro il batterista.

L’inizio

Subito il pubblico si prende bene. I volumi sono buoni, viene fuori un bello show. Io passo un buon 50% della loro performance a fare la diretta Facebook e a lottare implicitamente con il tecnico luci e il focus del mio iPhone. Succede spesso che a causa della luce bassa non riesca a fare delle belle riprese, ma non fa niente. Questa volta però non si vedeva praticamente niente. Altro pro di suonare non sul palco, ma in mezzo alla sala.

Il set dei Mood, che era iniziato alle 23.30 finisce circa a mezzanotte e un quarto. E la cosa che mi galvanizza di più è che un bordello di gente ha seguito la diretta Facebook. Era tardissimo, ma hanno seguito lo stesso. Molto bene.

Finiamo la serata guardando le performance delle altre band e chiacchierando. Poi io e il batterista entriamo in una conversazione filosofica che ci sfugge di mano. Alle 5 decidiamo che magari è il caso di fare finta di andare a letto.

Saliamo nel backstage. Sì, esatto, nel backstage, perché per quella data lì non era previsto alloggio in albergo. Va beh. Comunque arriviamo nel backstage e ci sono due membri di una band non meglio definita (a causa del buio) che stanno ridendo a crepapelle per motivi futilissimi. Indice che probabilmente non hanno fumato solo sigarette quella sera lì.

Camminiamo fino ad arrivare ai nostri “giacigli” e incrociamo Molo (il chitarrista) che è incarognito come un anziano quando fa la fila in posta. Sbraita perché non riesce a dormire. Io e Maino ce la ridiamo. Poco dopo però io mi rendo conto della gravità della situazione. Infatti, alle 6 di mattina ancora non sono riuscito a chiudere occhio perché quelle due scimmie urlatrici sono ancora lì a non capire un cazzo. Maino invece è crollato e dorme pacificamente.

Il rientro

Alle 8.30 circa Mitch (il driver) ci sveglia tutti. E tutti saltiamo su, a parte Maino che sembra quasi morto. Gli tiriamo uno scatolone per vedere se reagisce. Fortunatamente reagisce sbiascicando qualcosa e tornando a dormire.

Noi tre scendiamo a caricare il van, poi mandiamo Molo in spedizione a recuperare Maino, che riesce giusto a scendere le scale, raggiungere il van e svenire sui sedili di nuovo. Va bene.

Si susseguono 4 ore di sorpassi di anziani in Prinz. Fortunatamente anche io riesco a fare una dormitona in furgone. Arriviamo al circolo musicale. Scarichiamo. Salutiamo Mitch. Mangiamo e io mi sciroppo i rimanenti 110km per tornare a casa.

Il resto della domenica l’ho passato a dormire sul divano.

Questa è la giornata tipo di un Social Media Manager musicale. Professione perseguibile solo se si è appassionati e motivati di brutto.

Adesso vi ciccio il video dei Mood che ho fatto al Beaches Brew a giugno 2017. Il Beaches Brew è un festival ganzissimo di cui vi parlerò fra qualche tempo.

Godetevi la mega performance. Cià!