Io ho sempre amato il Natale. Immagino sia dovuto alla fantastica infanzia che ho passato.

Ogni volta che arrivava il periodo natalizio tutto si tingeva di magia e ogni giorno era un’avventura nuova da vivere assieme a tutti i miei amici.

 

Le vacanze

Ricordo che durante le vacanze andavo sempre a Vicenza a casa degli zii.

In quella casa c’è una libreria enorme, prende una parete intera della sala. Lì trovavo sempre un libro nuovo da leggere o un’oggetto strano con cui giocare (e da riporre accuratamente nello stesso posto in cui l’avevo trovato, così nessuno avrebbe mai potuto sapere che ci avevo giocato).

Quel periodo era fantastico anche perché io e la zia andavamo sempre al cinema. Ma sempre vuol dire proprio sempre, cioè anche più volte al giorno.

In particolare, ricordo benissimo il giorno in cui vidi Casper per la prima volta. Non so se fu proprio il giorno in cui era uscito, sicuramente però era il 1995, anno in cui il film venne presentato al mondo.

Ecco quel giorno lì fu incredibile. Subito dopo il tè mattutino (gli zii bevevano sempre un tè rossissimo su una lunga tavola di legno in cucina), dicevo, subito dopo il tè la zia prese il giornale e iniziò a cercare tutti i cinema che proiettavano Casper e cominciò ad annotare tutti gli orari.

Pochi minuti dopo il piano d’azione era pronto. Quel giorno avremmo visto Casper almeno 3 volte in 3 differenti cinema, così per mettere un po’ di pepe alle nostre vite.

Io ero carichissimo. Subito dopo pranzo mi imbacuccai come se stessi per andare in Antartide e poi uscimmo.

L’odore che c’è nella tromba delle scale del condominio dov’è posizionato l’appartamento degli zii è bellissimo. Non è puzza, è un odore che parla di storia. Quel condominio infatti è vecchissimo. Gli zii abitano nel centro storico di Vicenza.

Mi godevo ogni gradino di quella scala che mi portava dal secondo piano fino al piano terra dove erano posizionate un po’ di biciclette degli altri condomini. A ogni scalino fantasticavo su come sarebbe potuto essere quel film e a quanto mi sarei divertito quel pomeriggio.

Una volta messo il piede fuori di casa la magia aumentò perché ricordo benissimo che c’era la neve.

Io e la zia camminammo veloci verso il parcheggio in cui aveva posteggiato l’auto il giorno precedente. Non ricordo più se era una Tipo o una Ritmo. Non so perché non ricordo questo particolare, perché gli altri sono ancora abbastanza vividi nella mia mente.

Ricordo comunque che salimmo e partimmo spediti verso il primo cinema che avevamo individuato.

Io che sono sempre stato un bambino molto fantasioso, mentre ero seduto nel sedile dietro quello della zia, facevo finta di essere un grande meditatore in un tempio sperduto da qualche parte nel Tibet.

Grazie alla meditazione concentravo le mie energie nelle mani per fare sì che rimanessero calde (perché l’auto ci metteva un po’ a riscaldarsi negli anni 90). Alla fine del tragitto le mani erano fredde, però io avevo già fatto altri due o tre giochi, quindi non mi pesava più di tanto aver fallito miseramente nella meditazione.

 

Il primo cinema

I cinema che visitammo quel pomeriggio erano tutte sale singole, di quelle che hanno sempre i sedili in velluto rosso con il retro dello schienale in legno. Un po’ come erano tutti i cinema del prete in qualsiasi paesello italiano. Infatti appunto se dico “cinema del prete” probabilmente a te dice qualcosa anche se non veniamo dallo stesso posto. Il cinema del prete potrebbe essere una sorta di patrimonio dell’Unesco

Arrivati alla prima sala ci siamo seduti con tanto di pop-corn. In realtà non ricordo bene se li avevamo davvero o se facevo finta di averli. Sì esatto, al cinema mi toglievo sempre il berretto di lana, lo adagiavo capovolto sulle gambe e facevo finta che fosse pieno di pop-corn invisibili che io in maniera meticolosa prendevo con la mano e mi mettevo in bocca. Ti ho già detto che avevo molta fantasia, no?

In sala si abbassarono le luci, ai tempi non c’erano 30 minuti di trailer o pubblicità, se le luci si abbassavano era perché il film stava per iniziare. Di conseguenza io ero eccitatissimo!

Guardare Casper la prima volta mi folgorò! Mi ero innamorato delle musiche, della storia, degli effetti speciali con cui avevano creato tutti i fantasmi e anche di come era stato bravo Robin Williams a recitare (attore che già avevo imparato ad apprezzare nel film Hook – Capitan Uncino del 1991).

 

Fuori dal primo cinema e di nuovo dentro Vicenza

Uscimmo dal primo cinema che ero euforico. Saltellavo di qua e di là e tiravo le palle di neve alla zia, che ricambiava senza pietà. Ricordo benissimo che mi si infilò della neve nel guanto destro e che soffrii tantissimo nel rimuoverla tutta. Che bello era avere problemi così piccoli.

Dall’euforia non mi ero accorto che era già buio e che eravamo illuminati dalla luce arancione dei lampioni.

Da quel momento ho sempre adorato andare al cinema di pomeriggio. Entrare con la luce e uscire con il buio. Non c’è un motivo preciso per cui mi piace, forse proprio perché mi ricorda quel giorno.

Mi sciroppai gli altri due film come se fossero un bicchiere d’acqua pieno solo a metà.

 

La fine di una giornata fantastica

Ritornati a casa mangiammo e poi io mi misi a leggere uno dei miei libri preferiti. Si intitolava “Viaggio al centro della spugna” e parlava di uno strambo tizio che trovava una spugna enorme e strizzandola allagava tutto il mondo e si trovava costretto a rintanarsi a vivere sulla luna.

Ovviamente mi addormentai con il libro fra le mani e sognai fortissimo. Sognai Babbo Natale, sognai di giocare, di andare al cinema e di divertirmi tanto.

 

Concludo

Questo giorno che ho vissuto ormai 23 anni fa lo ricordo ancora benissimo e lo porto dentro di me con orgoglio e spero di non dimenticarmelo mai.

Ho deciso di raccontartelo perché per una qualche ragione davvero stramba un paio di settimane fa ho ascoltato un disco che me l’ha riportato alla mente.

Il disco in questione si chiama “There’s a Riot Going On” degli americani Yo La Tengo. Ovviamente non ha niente a che fare con il Natale, anzi si ispira all’omonima opera degli Sly and The Family Stone uscita ormai nel lontano 1971 che trattava le difficoltà sociali di quegli anni. Però io non posso farci nulla. Mi porta alla mente un momento felice e inevitabilmente lo assocerò a quelle sensazioni.

Adesso siamo nel periodo natalizio e io me lo vivo con la magia che da sempre riesco a provare (se ti ricordi anche l’anno scorso mi ero fatto un mega viaggio natalizio su questo blog e te ne avevo parlato qui) e voglio condividere con te questo disco di cui ti ho parlato nella speranza che possa far ricordare bei momenti anche a te.

Noi ci sentiamo la settimana prossima con un mio nuovo tentativo di descriverti quella che è la colonna sonora della mia vita.

A presto e ti auguro di rimanere bambino o bambina per sempre come sono riuscito a fare io!