Elvis. Elvis è il proprietario di Happy Piada, la mia piadineria preferita posizionata a Lido Adriano di Ravenna. Elvis è stato il mio primo pensiero quando ieri ho messo i piedi nudi sulla calientissima playa di Tropea. Quella libera a destra della chiesa e sotto le case a strapiombo sul mare. Ero accompagnato da Claudia, Giada (la sorella piccola) e Amelia (una nostra amica in visita da Amsterdam).

Elvis mi è venuto in mente perché ogni volta che vado lì da lui a mangiare la piadina c’è sempre un sacco di energia positiva. Lui mette sempre della musica che spinge e balla mentre prepara le piadine per i suoi clienti. La musica non è per i clienti, è per lui perché si fa turni di 12 ore a fare piadine in un ambiente a temperatura di fusione atomica.

Perché mi è venuto in mente Elvis mentre sono qui a Tropea? Per due ragioni molto buone. La prima è che avevo una fame maledetta e le sue piadine sono buonissime, la seconda è che c’erano tre energumeni agitatissimi in tre ombrelloni differenti con delle microradio che sparavano musica latinoamericana a tutto volume mentre mangiavano la peperonata in spiaggia con 400° centigradi.

La tranquillità e il plot twist

Sfortunatamente io ho preso il raffreddore e come ogni volta che prendo il raffreddore divento un morto vivente (vedi articoli in cui ti ho parlato di Rhye e Nicolas Jaar), di conseguenza non ho energia alcuna. Quindi ho preferito buttarmi in acqua e nuotare verso l’infinito.

A un certo punto mi sono trovato abbastanza lontano dalla costa. Il mare era molto salato e galleggiare era uno scherzetto. Allora mi sono messo lì, con la mia panzetta a pelo d’acqua a guardare il cielo blu che era senza l’ombra di una nuvola ad aspettare il decorso di questa insopportabile malattia.

Mi stavo godendo il silenzio totale. Ogni tanto sentivo degli schiamazzi provenire dalla gremitissima spiaggia libera ma niente più Alvaro Soler. Ero felice.

Poi da dietro il promontorio su cui si erge la chiesetta arriva una musica tunz. All’inizio penso che sia la mia immaginazione, ma la musica si fa sempre più intensa, al punto che decido di tirarmi su dalla mia posizione di materassino umano e voltarmi in direzione del promontorio.

Vedo in diretta un fatto assurdo. Una bagnarola scassatissima si dirige verso di me. A bordo c’erano un sacco di Instagrammers tutti oliati e muscolosi che muovevano le mani a ritmo di musica e si facevano scatti in pose da Mister Olympia con il beneplacido delle loro fidanzatine unte a loro volta.

Sembrava di vedere una latta di alici unte e abbronzate che si gettavano secchi di ormoni una addosso all’altra prima di essere sigillate completamente e spedite al mercato.

Dato che sono uno che non si rassegna mai, ho deciso di nuotare verso riva per fuggire dal delirio galleggiante. L’obiettivo era buttarmi sull’asciugamano e aprire il mio Spotify. Per sbaglio apro invece Whatsapp e trovo la conversazione che avevo aperto con Elvis piena di screenshot di brani Pop Latino che ascolta lui nel suo piccolo chioschetto battendosene di tutte le vecchiettine che camminano sul marciapiede accanto.

Cosa faccio io quindi? Apro Spotify e ci faccio una playlist ovviamente. Perché ormai fare playlist è una sorta di malattia che si aggrava di settimana in settimana.

La playlist Pop Latino di Elvis

Mettermi le cuffie sulla capoccia e cercare tutti i brani Pop Latino consigliatimi da Elvis è stato come estraniarmi completamente dal mondo. C’ero solo io, il sole che scioglieva la plastica delle mie cuffie, il mio account di Spotify e il Pop Latino.

Essere circondato da tutte quelle chiappe e quei muscoli che puzzavano di Bilboa protezione 20 e olio Johnson & Johnson mi ha un po’ sballato e alla fine mi sono ritrovato sdraiato sul mio asciugamano a guardare la mia maglietta blu penzolare da sotto l’ombrellone e fare finta di essere un naufrago. Un naufrago che aveva le cuffie in testa e ascoltava musica latinoamericana consigliatagli dal suo piadinaro di fiducia.

La fine

La fine si è svolta più o meno così. Abbiamo tutti fatto almeno 5 bagni e siamo andati via dalla spiaggia per ultimi, quando il mare era già scuro e c’era il crepuscolo nascosto dal promontorio della chiesetta di Tropea.

Oggi sono bloccato a Vibo Valentia perché c’è un nubifragio. La corrente salta ogni due minuti e mi sembra di essere in discoteca con le luci stroboscopiche, per questo voglio condividere con te la playlist di Elvis. Fatti travolgere dal Pop Latino di Happy Piada, intanto a me il raffreddore non è ancora passato…