Ehi… ma che profumo è questo?

NO! Non è profumo di fessacchiotto che sparisce e poi ritorna! Non fare il malpensante!

È profumo di primavera!!!

O almeno così sembra…

Sì, sì, sono tornato e sì, scusa perché sono sparito senza avvisare. Apprezzo molto il tuo interesse alle mie condizioni e l’affetto che mi dimostri… Ah… Era per sapere se Claudia sta bene?

Claudia sta bene… Lo urla dall’altra stanza…

 

Primavera?

Comunque veniamo a noi. Lo sai che i miei sensibilissimi capezzoli intercettano vibrazioni primaverili a distanza di giorni e in questo periodo sono davvero super agitati.

Proprio ieri sentivo fremere le ante dell’armadio, così le ho aperte e sono stato travolto dalle mie camicie hawaiane che non vedono l’ora di essere indossate. È vero, la bella stagione si sta facendo desiderare, ma non fa niente!

Sì, non fa niente perché questo è il mio articolo di saluto alla brutta stagione e di celebrazione della primavera! Un momento dell’anno assolutamente spartiacque, che anche gli addetti ai lavori del meteo seguono con attenzione in quanto sanno che una volta arrivato questo articolo non è più possibile tornare indietro e si deve necessariamente presentare la bella stagione. (Sono il mago delle gufate…)

 

Il saluto alla brutta stagione

La brutta stagione è quella chimera che insegue tutti i turisti, soprattutto inglesi, che vengono in Italia magari a dicembre o gennaio e all’aeroporto li senti parlare al telefono con i famigliari e dire: “Guarda, sono sconcertato! Piove anche in Italia!”

Ecco, salutiamola e ringraziamola per il Natale che ci ha portato e tutto il resto, però ora dobbiamo passare oltre.

Per passare oltre dedico una canzone stramba alla brutta stagione. Il modo in cui sono venuto in contatto con questa canzone stramba è assurdo, quindi te la racconto con una storiella delle mie.

 

La storiella della scoperta della canzone stramba

A inizio maggio ho fatto davvero un periodo lungo su a Milano in un intreccio di incontri e riunioni incredibile.

Una delle cose più buffe che mi è capitata (buffe ora che lo racconto, ma lì per lì insomma…) è stato rompere l’auto in tangenziale a Milano durante l’ora di punta e non sapere bene di preciso in quale officina era stata portata per 3 giorni buoni.

In questi 3 giorni che ho vissuto lavandomi, ma continuando ad indossare gli stessi capi (non avevo pianificato di rimanere a Milano, doveva essere una toccata e fuga) sono saltato un po’ qua e là fra hotel e residence vari.

Il residence più assurdo l’ho trovato verso la fine di questa avventura, quando l’umore era già stazionario sotto i tacchi. Non ricordo di preciso dov’era, ero nel circondario di Monza, l’avevo scelto perché costava poco e io ero in emergenza.

Una volta raggiunto in treno e a piedi il residence mi sono fatto accompagnare alla stanza che era in un seminterrato in cui il cellulare non prendeva e in cui la linea internet non arrivava facilmente.

Ovviamente io dovevo lavorare e la soluzione implementata è stata quella di appoggiare la scrivania scassata nel corridoio della stanza vicino alla porta blindata, così che potessi avere quella singola tacca di connessione che mi avrebbe cambiato la vita.

Ho lavorato così per svariate ore, guardando di fronte a me una maniglia laccata e una porta blindata con pannelli di falso legno marrone scuro.

Poi mi sono ricordato che dovevo acquistare la cena da qualche parte per evitare di morire di fame.

Ho riposizionato la scrivania in modo che potessi uscire e ho raggiunto un supermercato semideserto che era veramente molto vicino al residence.

Mentre camminavo totalmente disinteressato fra le varie corsie del supermercato il mio orecchio è caduto sulla musica che usciva dagli altoparlanti. Lo stile era abbastanza swing e per un attimo ho pensato fosse Michael Bublé, poi mi sono reso conto che era troppo assurda la canzone per essere sua.

Ho tentato di shazamarla invano ma ho ricordato fin troppo bene il ritornello che diceva: “crappy hotel, I know you!

Era tutto troppo in linea con quello che mi stava capitando, così l’ho ricordata facilmente.

Ritornato nella mia scarsa stanza di residence ho lottato con YouTube finché non sono riuscito a trovare l’autore della canzone e la canzone stessa.

Lui si chiama John Swanson e il suo brano Crappy Hotel su YouTube ha 16 visualizzazioni.

Sedici. Una è mia.

Se si va in giro sul canale di Swanson (non facile da trovare perché YouTube propone il tema e non il canale del proprietario) si possono trovare dei video con 1 visualizzazione. Una sola. Anche quelle views sono mie. Prima quei video avevano zero visualizzazioni. La possibilità di essere l’unico utente in tutto il mondo ad aver visto quei video era troppo succulenta, ho dovuto premere play su praticamente tutti quanti. Solo così avrei potuto dire che ero l’unico utente YouTube ad aver visto quei video.

Ecco in un periodo un po’ secco di emozioni positive John Swanson (che ci tiene anche sul suo sito internet a ribadire che è lui il creatore al 100% dei suoi brani e che è disponibilissimo a mettere in atto collaborazioni) e i suoi video senza visualizzazioni mi hanno fatto stare in qualche modo meglio, quindi insomma, voglio salutare la brutta stagione con la sua canzone Crappy Hotel che dall’America in qualche modo è riuscita a finire in un supermercato brianzolo e ad arrivare alle mie orecchie… Che storia…

Ah qui trovi anche il suo canale YouTube, metti che ci vuoi fare un salto senza impazzire a cercarlo… È prolifico Swanson, c’è un video nuovo! L’ha caricato qualche giorno fa!

Alla fine il resto della sera l’ho passato lavorando male e ascoltando le canzoni di Swanson che comunque su Spotify hanno più ascolti che su YouTube.

 

Welcome bella stagione!

Beh la bella stagione la accolgo ovviamente con una bellissima notizia! Oltre ad aver scritto questo articolone ormai dopo un mese molto silenzioso, finalmente sono tornato a sedermi sulla scomodissima sedia Ikea di Radio Sonora!

E ti devo dire la verità, non ricordavo più fosse così scomoda! Ah, sì, ti devo dire anche che sono molto felice di essermici comunque seduto sopra ancora una volta…

Stare nuovamente dietro al microfono mi ha fatto stare bene. Ho scelto di mettere meno “Wikipedia” nella mia puntata numero 10 e un brano in più, passando da una selezione di 7 brani a una di 8.

Il mood di questa puntata è molto soft, ma ci sta se si pensa ai tramonti estivi!

Quindi adesso che aspetti? Saluta la bella stagione assieme a me e a Piadina Music! Io ti metto la puntata nuova qui sotto, tu devi solo sorridere e premere PLAY fortissimo!

DAJEEEEEEHHH!


MI RACCOMANDO! NON PERDERE LA PROSSIMA PUNTATA DI PIADINA MUSIC!

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