Eh già, titolone tragico per l’appuntamento di questa settimana, vero?

Ogni tanto mi piace fare della scena, un po’ come quando mi viene il raffreddore e mi sembra di avere un piede nella fossa (l’ho dimostrato quando ti ho parlato di Nicolas Jaar e di Rhye).

Comunque oggi ti parlo di Radio Rock FM e quella che per davvero, dopo 10 anni, è ancora una ferita dolorante.

Che cos’è Rock FM?

Radio Rock Fm è una delle emittenti radiofoniche che più hanno influito nella mia crescita personale e nella mia crescita musicale. Esattamente come tutti, nel periodo in cui avevo dai 17 ai 21 anni ascoltavo davvero un sacco di Rock. Così quando il mio carissimo amico Olbi mi fece conoscere questa piccola emittente radiofonica regionale chiamata Rock FM fu amore a prima vista.

Avevo per altro molta fortuna perché i posti in cui arrivavano le frequenze di questa piccola radio di Milano erano limitatissimi in Emilia-Romagna.

La cosa bella di questa piccola radio è che era libera. Si ascoltavano pezzi dall’inizio alla fine, nessuno si permetteva di tagliare assoli di nessun genere. Era stupendo poter ascoltare i brani nella loro interezza.

Rock FM ha fatto una fine tragica e ho voglia di raccontarti come l’ho vissuta io tramite una delle mie solite storie.

La storia

In quel periodo giravo moltissimo e la mia autoradio era sintonizzata SEMPRE e SOLO su Radio Rock FM. E così fu per più di 4 anni, fino a un giorno bruttissimo che non dimenticherò mai.

Durante la primavera del 2008 in un giorno pieno di sole i dj annunciarono che Rock FM sarebbe stata chiusa e che le sue frequenze sarebbero state assorbite da Radio 101. Ricordo che stavo guidando e dovetti accostare per ascoltare bene che cosa stavano dicendo e fare mente locale per capire se avevo compreso bene il messaggio.

Era proprio così. La radio avrebbe chiuso la prima settimana di giugno, a ridosso del mio compleanno (sempre spartiacque di cose terribili o bellissime che sono capitate nella mia vita. Questa volta portava brutte notizie).

Per me era un fatto surreale, ritenevo tutti i programmi stupendi e ritenevo tutti i dj super simpatici e pieni di talento, quindi per me era un grosso errore chiuderla.

Nei giorni seguenti passai vari umori, dalla negazione del fatto, alla tristezza, alla ricerca di soluzioni alternative (ai tempi era da poco nata Virgin Radio ma non aveva decisamente lo stesso sapore, era come paragonare i tortellini di Giovanni Rana con quelli fatti da Bottura. Semplicemente non si può).

L’intervista

In quel periodo scrivevo già di musica nella mia rubrica Across the Music, per Il Tascapane, giornale universitario che avevo fondato assieme ad altri ragazzi. Non potei esimermi dal parlare di questo terribile avvenimento e riuscii a raggiungere Freak Antoni, cantante degli Skiantos e conduttore di Pane, Burro e Rock’n’Roll (assieme a quello schizzato di Dj Ariel), il mio programma preferito di tutto il palinsesto.

Il giorno in cui intervistai Freak fu davvero toccante. Lui mi parlò al telefono come se ci conoscessimo da anni, come se fossi un caro amico con cui buttare fuori tutti i problemi. Ricordo che assieme a tutta la rabbia per quello che stava accadendo alla radio, mi parlò del tumore all’intestino che gli avevano appena diagnosticato. Senza tristezza apparente, senza rimorsi alcuni. Traspariva solo la rabbia per la scelta di chiudere Radio Rock FM.

Ricordo che al termine di quella telefonata rimasi zitto per due minuti buoni, senza stoppare il mio registratore che girò a vuoto registrando il silenzio assoluto dei miei sentimenti.

Scoprire che un’artista che stimavo nel profondo come Freak, avrebbe dovuto lottare contro una malattia terribile e che di lì a un paio di mesi tutto il suo impegno messo in una radio che amava sarebbe stato buttato nel fango mi distruggeva.

Io non sapevo più che fare, non sapevo come comportarmi. Alla fine scelsi di tenere per me quella telefonata, come se fosse stata una conversazione fra amici e decisi di pubblicare solo una versione molto ristretta dell’intervista.

L’ultimo saluto

Nell’ultimo periodo della radio la Rock FM All Star Band fece un tour e arrivò fino a Russi il Primo Maggio 2008. Quel giorno andai al concerto e saltai come un pazzo con il sorriso e con le lacrime. Riuscii anche ad ottenere la Patente da Vero Rocker rilasciata da Dj Ariel di Pane, Burro e Rock’n’Roll.

I giorni passarono veloci e i dj decisero di concludere tutte le trasmissioni in anticipo per non rischiare di non avere il tempo di salutare tutti i loro fan. Scelsero quindi di terminare tutto il 31 maggio. E scelsero di farlo con stile, esattamente come avevano fatto fino a quel momento.

Decisero di salutare tutti noi, fan sfegatati, con una diretta radiofonica ininterrotta di 24 ore durante la quale tutti i dj si sarebbero susseguiti e intrecciati.

La diretta sarebbe iniziata il 30 maggio e si sarebbe conclusa la sera del 31 maggio. Inesorabilmente.

Questa notizia sul forum della radio venne presa molto bene e un sacco di gente si organizzò in macchinate, in pullman e in treno per andare in Via Locatelli a Milano, sede di Rock FM e assistere alla diretta da sotto le finestre dell’emittente.

Ricordo che tentai di organizzarmi ma fallii miseramente. Quando scoprii di aver organizzato tutto malissimo mi prese un magone terribile. Afferrai le mie cuffie e mi sedetti in terra accanto allo stereo, il filo non era lungo abbastanza per permettermi di raggiungere il letto.

Rimasi seduto su quel pavimento per ore. Piangevo, tenevo il tempo e maledicevo chi aveva scelto di distruggere i miei sogni di libertà e la mia voglia di ascoltare musica.

La diretta

La diretta è stata bellissima. Ogni dj ha avuto modo di suonare la sua ultima playlist e quella che mi trafisse il cuore fu quella di Giulio Caperdoni, fantastico dj di Eclettica. Ricordo che cercai ogni singolo brano per riprodurre la playlist e poterla ascoltare a ripetizione. Per fissare indelebilmente dentro di me quelle sensazioni.

Ricordo che ogni tanto i dj aprivano le finestre e i loro microfoni registravano i cori della folla che si era raccolta ai piedi dello stabile di Rock FM. Tutti urlavano “Rock FM! Rock FM!” e più lo facevano, più io avrei voluto essere lì a gridare con loro.

Ascoltai la diretta per tutta la notte e per tutto il giorno seguente. Fino al momento famigerato. La Rock FM All Star Band si radunò con i loro strumenti all’interno della radio e cantò “Rockin’ in the Free World” di Neil Young, canzone eletta a inno della radio.

Poi arrivò il momento. Fuori dalle finestre si sentiva la folla intonare il ritornello della canzone e i dj fecero una cosa bellissima, scesero, suonando, in mezzo a tutte le persone che per anni li avevano ascoltati quasi tutti i giorni se non tutti i giorni.

Io, dal mio pavimento, rimasi ad ascoltare fino a quando tutte le voci si spensero e ci fu il silenzio.

La fine

Questa è la storia di come Rock FM è finita e come l’ho vissuta io.

L’anno successivo mi spostai a studiare alla Statale di Milano. La cosa buffa fu che abitavo in Via Gustavo Fara e passavo tutte le mattine da Via Locatelli per andare a prendere la metro. Così per tutti gli anni che ho vissuto a Milano sono passato sotto alle finestre di un’emittente radiofonica che mi ha segnato nel profondo. E ogni volta che passavo per quella strada non potevo non pensarci.

Grazie Ariel e Freak, grazie Giulio Caperdoni, grazie Max de Riu, grazie Edo Rossi, grazie Marco Garavelli, grazie Mox Cristadoro, grazie Mr. Pinguino, grazie al Puma di Lambrate Fabio Treves, grazie a Claudia, grazie Maurizio Faulisi, grazie Metius e grazie a tutti quanti.

Mi avete cambiato, mi avete fatto crescere e mi avete fatto sognare.

Se vivo di musica è anche un po’ merito vostro.

Sono riuscito a trovare su YouTube un video degli ultimi 10 minuti di quell’incredibile diretta che vorrei farti ascoltare.

Inoltre la Rock FM All Star Band ha organizzato due concerti: uno il 25 maggio al Circolo Ohibò di Milano (qui l’evento Facebook) e uno il 26 maggio al The Cage di Livorno (qui l’altro evento Facebook). Fatti un favore e facci un salto.

Adesso ti saluto. Ci vediamo la settimana prossima! DAJE FORTE!