Negli anni sono stato a una valanga di festival che ormai nemmeno ricordo più. Questi festival sono stati di tutte le dimensioni, da piccoli a immensi. Entrambe le categorie di festival mi possono stupire per motivazioni totalmente diverse.

Sexto Nplugged è un festival che mi ha stupito. Non tanto per la dimensione, quanto per la passione, per la location e per la direzione artistica. Adesso ti spiego meglio perché ieri sera mi sono divertito un sacco pur essendo annegato sotto alla pioggia ed avendo guidato in totale per più di 5 ore.

La direzione artistica di Sexto Nplugged

Questa è una delle cose che mi colpisce di più. Questo festival che nasce e cresce in un paese davvero piccolo come Sesto al Reghena, ha il coraggio e la capacità di portare in Italia band di livello come gli Interpol, i Mogway (che mi hanno fatto godere al Primavera Sound), Rhye (che adoro) e i Son Lux! E questa è solo la line-up di quest’anno, perché se vai a scavare un po’ nelle edizioni precedenti, trovi altre band da far inturgidire i capezzoli!

La location di Sexto Nplugged

Ecco il punto due, la location. Che non è per niente banale!

Infatti, tutti i concerti si tengono in Piazza Castello che è il centro dell’Abazia di Santa Maria in Silvis. Un monastero creato nel lontanissimo 730! (L’anno, non il modulo).

Non credo che il suo fondatore si sarebbe mai immaginato che quasi 1.300 anni (1.288 anni, per la precisione) dopo al suo interno si sarebbe svolto un festival musicale così interessante!

La passione di Sexto Nplugged

Si può dire di tutto di questo festival, ma non che non ci sia passione. Quando l’evento è in atto, tutti i giovanissimi di Sesto al Reghena accorrono e svolgono il loro ruolo di volontari e promotori dell’evento (e del territorio) con una dedizione e una passione che non passano certo inosservato!

Non so il numero preciso, ma erano un bello schieramento compatto e questa cosa mi inorgoglisce sempre. Vedere i giovani agli eventi culturali e vederli così impegnati mi rende felice e mi dà speranza!

Il concerto di Son Lux

Io e Claudia abbiamo partecipato alla terza serata del festival di quest’anno. Quella di domenica 15 luglio. L’arrivo a Sesto è stato abbastanza semplice, così come il parcheggio. Il tutto era davvero a portata di mano.

Mangiamo qualcosina all’interno della Piazza del festival, beviamo un paio di birre alla canapa e poi BAM! i miei beniamini Ryan, Ian e Rafiq arrivano sul palco. Io e Claudia siamo ancora in panciolle seduti al tavolino a goderci la brezza serale quando i Son Lux salutano il pubblico.

A me viene immediatamente un infarto perché non sono sotto il palco, quindi mi alzo e corro alle transenne antipanico come Kevin di Mamma Ho Perso L’Aereo.

 

Riusciamo a raggiungere le transenne e piazzarci in faccia alla band. Il concerto inizia sereno. I Son Lux hanno lo stesso tiro di sempre. Dal vivo mi rendo sempre più conto del perché Ryan Lott abbia inserito nel suo progetto Ian Chang e Rafiq Bhatia. Sono due mostri di bravura.

Durante gli ultimi due brani è iniziata una pioggerellina fine ma regolare. I Son Lux hanno fatto giusto in tempo a terminare il set che la pioggia si è intensificata. Dal rifugio di fortuna che mi sono trovato ho scorto degli stoici partecipanti alla serata costruire strutture con sedie e tavolini di plastica e sedercisi sotto. Non avevo mai visto una cosa simile. Sicuramente la adotterò in futuro.

Il concerto di Pantha Du Prince Ft. Bendik HK

Il set di Panta Du Prince con Bendik HK è stato annullato a causa del maltempo, ma io sono ugualmente riuscito a sentire i Son Lux che cacciavo dal lontano 2016. Inoltre l’assicurazione del festival rimborserà i biglietti a tutti i partecipante. Davvero un gesto di civiltà.

Non potendo proseguire la serata musicale ci siamo arresi. Abbiamo salutato Sara (la social media manager del festival) e ci siamo diretti alla macchina.

Il viaggio di rientro a Ravenna è stato un delirio. Pioveva da tutte le parti, anche dal basso verso l’alto. A un certo punto abbiamo intravisto l’Arca di Noè che ci ha affiancato. Noè ha tirato giù il finestrino e ci ha domandato se avevamo bisogno di una mano. Io come Max Pezzali sul suo Peugeot, ho stoicamente tirato avanti per la mia strada, ignorando l’ironia.

La fine

La fine è che siamo sopravvissuti al viaggio di ritorno e che ti consiglio caldamente di tenere d’occhio il Sexto Nplugged che ha tantissimo cuore e una direzione artistica che ci vede bene e che ha molto gusto. L’ultimo appuntamento per la stagione 2018 sarà con Rhye (che ha un live da paura) e sarà il 7 agosto. Tutte le informazioni le trovi sulla pagina Facebook del festival (che trovi cliccando qui) e nell’evento Facebook del concerto (ecco qui il link).

Caro Sesto al Reghena, ci vedremo sicuramente nel 2019. Fino a quel momento, DAJE FORTE!!!