Questa notte a mezzanotte la mia anima si è letteralmente distaccata dal mio corpo. Infatti, subito dopo aver appoggiato il libro sul comodino (sto leggendo “Frankie Manning. Ambasciatore del Lindy Hop”) e spento la luce ho sentito un grande boato che andava in crescendo, poi meno di un secondo di silenzio e subito dopo tutto l’appartamento ha iniziato a muoversi in maniera forsennata.

Un paio di suppellettili sono caduti dai mobili in cui erano appoggiati e il basso di Claudia (chiamato Gino) è caduto a terra. L’altro (chiamato Astro) si è retto stoicamente in piedi. D’altronde Astro gliel’ho regalato io…

Comunque, è così che abbiamo scoperto che a pochi chilometri da casa c’era stato un terremoto di magnitudo fra il 4.2 e il 4.6.

Oggi a Ravenna c’è il sole e mentre scrivo penetra attraverso la tapparella della mia portafinestra. L’ho abbassata un po’ per evitare che il mio computer venga inondato di luce impedendomi di lavorare bene. Insomma, sembra quasi che non sia successo nulla questa notte.

In ogni caso, questa situazione di penombra mi dà un senso di relax che mi porta a voler ascoltare un genere di musica che mantenga questo stato mentale. Ed è così che mi è venuta in mente la band che ti presenterò oggi che volente o nolente è connessa al mio passato.

È in questo modo che il mio subconscio seppellisce nel dimenticatoio lo spaghetto che mi sono preso questa notte assieme a Claudia.

 

Super Best Friends Club, il mio primo “terremoto musicale” a Londra

Oggi ti parlo dei Super Best Friends Club che sono una band di cui non so quasi niente.

“E che me li presenti a fare quindi?” ti domanderai giustamente tu.

Beh, te li presento perché mi hanno colpito tanti anni fa e non me li sono mai dimenticati.

La prima volta che li ho incontrati era il 2011. Io ero in Erasmus a Stoccolma ma una volta al mese volavo a Londra da Claudia a sua volta in Erasmus. Stavamo insieme qualche giorno e ricordo benissimo che ogni volta che andavo a trovarla aveva preparato per me una serie di visite da fare in ogni parte di Londra, mi sentivo un ospite importante.

Era davvero un momento spensierato della mia vita. Non lo rimpiango eh, sono solo contento che sia accaduto.

Insomma, torniamo a noi. In una di queste mie gite nella Perfida Albione, Claudia mi parla di una band che aveva scoperto e che in quel periodo la intrippava abbastanza e che voleva assolutamente farmi ascoltare dal vivo. Il nome era assurdo. Super Best Friends Club.

Ovviamente io ho accettato di buon grado.

Mi avvolgo nella mia giacca a trama scozzese (che mi hanno rubato successivamente sempre a Londra) e mi butto nella notte londinese assieme a Claudia.

Usciamo dal dormitorio in Cartwright Gardens per dirigerci verso Old Street. Prendiamo la metro da King’s Cross e in un paio di fermate arriviamo a destinazione.

Ai tempi a me e Claudia sembrava che luoghi come Old Street fossero quasi in periferia. Poi negli anni abbiamo scoperto davvero cosa vuol dire periferia per Londra.

Dopo essere usciti dalla metro, incrociamo un cassonetto maculato come se fosse una mucca. Punto di riferimento di altre storie che forse un giorno ti racconterò. Per questa volta però ci passammo solo di fianco senza considerarlo troppo.

Arrivammo al pub che non era affollatissimo. Ordinammo una birra e ci sedemmo. Andare a Londra in quel periodo per me voleva dire avere la libertà di bere finalmente birre scure che nella mia vita non avevo mai provato.

Una delle birre che ci piaceva di più era la New Castle Brown Ale. Certo è una birra industriale, ma noi ai tempi stavamo ancora affinando il palato.

A un certo punto della nostra bevuta, un sacco di persone a petto nudo e con pantaloni alla tailandese si posizionano dietro ad altrettanti strumenti. Dico un sacco di persone perché se non ricordo male quella sera erano 7 o 8 i musicisti.

Foto di un concerto dei super best friends club

Alcuni dei pazzi componenti dei Super Best Friends Club

Si presentano in maniera estrosa come il loro outfit e cominciano a buttare fuori il loro sound.

Già dalle prime note Claudia era estasiata e io ero un po’ geloso di come guardava tutti quei musicisti. Ai tempi anche io ero secco come un chiodo, ma sentivo di non avere lo stesso charme di tutti quei ragazzi.

Metto da parte le insicurezze e inizio a godermi lo spettacolo.

Ai tempi i Super Best Friends Club facevano brani lunghetti (come “Sunshine? Sper Megatron!” che durava circa 8 minuti), ma durante la performance la lunghezza non contava.

I ragazzi infatti erano capaci di coinvolgerti nei loro voli artistici in maniera pressoché totale. Avevano un’incredibile energia contagiosa che una volta catturato non ti lasciava più uscire fino alla fine del brano.

Non ricordo di preciso ma penso di essermi messo a ballare assieme a Claudia a un certo punto.

A vedere quel concerto non saremo stati più di una ventina di persone, di cui alcune badavano di più al drink di fronte a loro o alla ragazza seduta allo stesso tavolo che alla band stessa.

Finita l’esibizione avrei voluto tantissimo fare i complimenti alla band e parlare un po’ con loro, ma ai tempi non ero ancora un vero fenomeno con l’inglese e la timidezza prese il sopravvento.

Ma mi ci vedi tu ad essere timido? Incredibile, vero?

Quella sera feci un altro errore, quello di non comprare il disco dei Super Best Friends Club. In quel periodo viaggiavo tantissimo e meno oggetti possedevo, meno sbattimento avevo nel traslocare. Quindi acquistare un disco o un cd erano per me concetti inconsiderabili. Anche perché a differenza dei miei colleghi italiani, potevo contare su Spotify, concetto ancora molto alternativo in quell’epoca.

 

La fine

Alla fine, pur non avendo comprato il disco quella sera, sono riuscito a portare con me per tutti questi anni il ricordo dei Super Best Friends Club. Nel 2017 sono usciti con un disco nuovo, il secondo, che si chiama Loveblows ed è davvero un bel disco, anche se credo che sia il disco meno ascoltato della storia dei dischi meno ascoltati.

Per questo nel salutarti te lo linko qui sotto, nella speranza che anche tu come me lo possa trovare interessante. I brani che mi piacciono di più sono sicuramente Humans e Super Destruct.

Noi ci sentiamo presto. Io torno a godermi gli spiragli di sole che arrivano sulla scrivania e sul pavimento del mio studio.