Oh, rieccoci finalmente sulle pagine virtuali di Piadina Music! Dopo averti esposto le mie avventure all’Italian Party, oggi ti voglio parlare di una figura molto diffusa sulla mia amatissima costa romagnola, il dj. Però non voglio parlarti di un dj qualunque, voglio parlarti di Alessandro Zoffoli, in arte ToffoloMuzik. Ale è uno dei dj più preparati di tutta la riviera romagnola. Dalla cima di Casal Borsetti fino alla fine di Cattolica farai molta fatica a trovare un dj che abbia un sound come quello di Ale.

Ho conosciuto Ale nella primavera del 2017 e fin da subito ho apprezzato moltissimo lo stile con cui componeva i suoi set, così dopo averlo stressato per qualche mese sono riuscito ad ottenere una bellissima playlist marchiata Piadina Music ma firmata ToffoloMuzik.

Prima di procedere oltre, ti consiglio di mettere su le cuffie, alzare il volume e premere play. Ne vale la pena!

 

La cosa che in particolare mi colpisce di Ale è il sentimento che traspare dai suoi set. Risulta infatti palese che sotto ogni brano e ogni transizione ci sono una ricercatezza e un’emozione molto precise. Un dj molto spesso non parla con chi ascolta i suoi set, così ho deciso di fargli una breve intervista per dargli la possibilità di trasmettere le sue sensazioni anche attraverso le parole. Ovviamente lui non si è tirato indietro. Queste sono le risposte che ha dato alle mie domande!

L’intervista

Cosa provi a fare il dj? Cosa ti spinge a farlo?

Davanti al mixer prima di tutto provo grande rispetto per la musica, la forma d’arte che più adoro; forse sono un fanatico, ma vivo la musica e il missaggio come una sorta di rito.

Dopo tanti anni, trovo ancora affascinante e inesplorato l’effetto che ha il suono nell’ambiente. Selezionare un qualsiasi rumore davanti a un pubblico mi spinge a creare una sorta di colonna sonora per l’attimo che sta passando: vivo la scena e la faccio mia. Mi piace scovare qualcosa negli sguardi e nei movimenti delle persone davanti a me, cerco di amalgamarmi all’ambiente, alle mura, alla natura e alle luci che mi circondano. La verità è che soffro il silenzio, vorrei avere il modo ed i mezzi per sonorizzare ogni attimo della giornata

Ricordi il primo dj set che hai fatto? Come ti sei sentito?

Sinceramente non saprei dire quando ho fatto il mio primo dj set. Seppur in maniera rudimentale – ero poco più che bambino – registravo musica e voci dalla tv e dalla radio, prediligevo le stazioni straniere sulle frequenze A.M per non farmi condizionare dal significato delle parole degli speaker, volevo che suonasse bene e basta. Facevo cassette per amici, per me stesso e per qualsiasi evenienza, sentivo la necessità di avere sempre un accompagnamento sonoro. La cosa curiosa è che già da quell’epoca odiavo le pause tra una registrazione e l’altra, così ricucivo manualmente i nastri e sovraincidevo tutto quello che mi capitava. Volevo che una musicassetta fosse viva, un flusso sonoro continuo, così da darle un senso che andasse oltre alla selezione musicale. Ecco, per me questo era già un dj set.

Tecnicamente parlando invece, la prima volta che mi approcciai ad un mixer con un paio di supporti funzionanti in simultanea fu in un paio di bar e festicciole tra amici, correvano gli anni delle scuole medie e nella stessa mezz’ora potevo miscelare “In questo mondo di ladri” di Venditti, con i Doors, “Gimme Five” di Jovanotti, i Rockets e un qualsiasi Fausto Papetti… avevo un po’ di caos mentale, ma era tutta colpa e merito della mia famelica curiosità, i ragionamenti legati a una sequenza di suoni non mi facevano dormire. Andando per cataloghi discografici mi verrebbe da dire che sto parlando del 1988, avevo 13 anni scarsi.

Quando nasce la tua passione per la musica?

Come già detto, l’amore per il suono viveva in me sin dall’infanzia, non subii le influenze dei miei familiari, la musica a casa mia era rispettata ma non troppo presente nel quotidiano, fui io a spingermi oltre senza guide. Dopo anni di random entropico il vero click scattò nell’estate del 1988 quando ascoltai “Appetite for Destruction” dei Guns N’ Roses. Per me fu un trauma, mi arrivò qualcosa di violento alle gambe e a cervello, una scarica simultanea che non avevo mai provato prima. Rimasi una settimana in casa con quel disco, avevo capito che la musica era un’arma emozionale molto più potente di quanto pensassi. Nel giro di pochi giorni comprai “Three Imaginary Boys” dei Cure e fu l’inizio della fine per me. Come sotto un bombardamento, in poco tempo arrivarono alle mie orecchie i Beastie Boys, Bowie, i Clash e mi trovai in una giungla rigogliosa dalla quale non sono mai più uscito.

Come trovi nuove band che ti piacciono?

Ho fatto il commesso per tanti anni in un negozio di dischi, oltre ad essere stato un lavoro, per me fu una scuola impareggiabile: densa di ascolti, cataloghi e aneddoti. Furono anni di preziose lezioni che ancora oggi porto nel cuore.

Il mio background si formò così e in nessun’ altro modo.

Oggi i tempi sono cambiati, mi mancano molto i pomeriggi passati ad annerirmi i polpastrelli sfogliando dischi in un negozio… ora seguo le evoluzioni discografiche dalla mia scrivania. Attingo news da qualche blog, da amici e colleghi, qualche webzine e mi iscrivo a centinaia di newsletter tanto per complicarmi la vita. In un certo senso saper sfruttare la tecnologia odierna mi permette di scoprire mondi altrimenti inesplorabili.

Ammetto di non esser mai entrato su Spotify, lo farò per la prima volta oggi, credo sia un universo senza limiti, affascinante e comodo, ma il fatto che tutto sia legato da algoritmi matematici mi spaventa non poco.

Cosa consigli a chi vuole iniziare a fare il dj oggi?

Studiare, curiosare, ricercare emozioni oltre ogni coordinata spazio-temporale.

Il suono è un crossover infinito di storie e culture. Il resto sta tutto nelle proprie emozioni. Chiunque è in grado di trasmettere qualcosa attraverso la musica, chiunque può essere un dj o un semplice selezionatore musicale. Non è una setta, è una passione che va curata e coltivata senza regole.

La fine

Se non sei riuscito a percepire il sentimento di Ale dalle sue risposte, ti suggerisco di fare un salto a uno dei suoi set. Quindi per praticità ti indico sotto un paio di date!

  • 28 luglio – Rockaway Beach Party #2 – Bagno Angelo Universale – Cesenatico
  • 29 luglio – Molo by dinner – Sloppy Joe’s – Cesenatico
  • 31 luglio – Hana-Bi – Marina di Ravenna
  • 01 agosto – Maré – Cesenatico
  • 02 agosto – Hana-Bi – Marina di Ravenna
  • 03 agosto – Loco Squad – Milano Marittima

Bene, siamo arrivati alla fine di questa puntata di Piadina Music, adesso vado a farmi un aperitivo al mare. Ci vediamo la settimana prossima!

DAJE FORTE!