Eccoci qui. Un’altra settimana si chiude e un altro articolo di Piadina Music viene alla luce.

In attesa del concerto di Tash Sultana che si terrà la settimana prossima, ti propongo un’intervista d’eccezione.

Questa volta infatti ai “microfoni” di Piadina Music ho invitato Tunonna!

MA NO ASPETTA! Non scappare così!!

Ma non ho offeso proprio nessuno! Si chiama davvero così l’artista di oggi, Tunonna! GIURO!!!

 

Come ho conosciuto Tunonna?

Silvia Sicks, alias Tunonna, è un’artista di Roma che ho conosciuto all’Italian Party 2018 mentre strofinavo le mie chiappone sul vetro della porta insonorizzata in cui una radio stava intervistando Raffo, chitarrista dei Kint.

All’inizio Silvia mi guardò stranita, ma poi riuscii a convincerla a darmi una mano a disturbare l’intervista. Dopo qualche minuto anche lei era lì in compagnia a strusciare il sedere sul vetro della porta. Se te lo stai chiedendo, indossavamo entrambi i pantaloni.

Sfortunatamente l’unico effetto che siamo riusciti a sortire è stata un’occhiataccia dello speaker, mentre Raffo è rimasto impassibile e ha portato a termine professionalmente tutta l’intervista.

Subito dopo Tunonna si esibì sul palco dell’Italian Party e lì capii che era davvero un’artista che spacca.

 

Perché mi piace così tanto Tunonna?

Tunonna mi piace un sacco perché è ironica. Ogni suo verso mi fa davvero ridere. Le sue canzoni fanno finta di essere tristi, ma è impossibile non sorridere guardando i videoclip dei suoi brani.

Vedere Silvia dal vivo è un’esperienza. Sta là, seduta su una sedia, con una mega chitarra acustica in braccio e gli occhiali da sole sul naso (e se possibile una Peroni accanto alla sedia). Spesso è accompagnata da Guglielmo Nodari, chitarrista. Sembra quasi di stare dal parrucchiere, ma in qualche modo tutto è davvero molto più interessante e divertente.

Insomma, Silvia ha molti aspetti che non fa vedere ai propri fan. È profonda ma non lo fa pesare. Insomma, un po’ come quei finti specchi che trovi nei motel americani. Sembrano specchi, ma dall’altra parte c’è una stanza con dentro un tizio con la GoPro che non vede l’ora di filmarti in atteggiamenti intimi…

Va beh… Comunque, come dicevo all’inizio sono riuscito ad intervistarla e qui di seguito potrai leggere tutte le sue risposte.

 

L’intervista

Una delle cose che mi fa sorridere di più del tuo progetto è la cover di Pasta con Tonno di Bello Figo. Io ho una passione per il trash che mi fa ridere come quello e tu sei riuscita perfettamente a mantenerla, dandogli però un tono malinconico. Cosa ti spinge a scegliere una canzone per le tue cover?

Mah, in realtà quello che mi fa scegliere certe canzoni è proprio l’effetto contrasto, mi piace un sacco l’idea che una canzone trash in fondo nasconda un’anima poetica (perché il trash è poesia sotto sotto). E riproporre una canzone come Pasta con Tonno in una versione straziante secondo me ha molto più senso che fare una cover di una canzone che magari è già poetica di suo, io che gli posso fare? Al massimo rovinarla.

Trovo il tuo stile molto malinconico anche se è pieno di ironia. Guardando i tuoi video un po’ mi deprimo ma poi mi viene da ridere per un qualche particolare che inserisci. Ma tu, sei depressa o sei felice?

Generalmente mezzo-depressa, ma essere depressi e far presente di essere depressi è un accollo per tutti quelli che non sei tu. A volte è un accollo pure per me, mi immagino mentre dico “no sssscioèè non cercare di capire il mio disaggggiooo” e mi viene il latte alle ginocchia da sola, no, meglio fare le battute.

 

In L’Ortolano hai scelto di separarti dal tuo format voce e chitarra, nel senso che le musiche sono molto più evolute. Sta già puntando alle major? (Vedi come affronto bene i cambiamenti?)

Mammagari! No, in realtà c’è stato un fraintendimento su L’Ortolano. È una canzone che ho scritto per cazzeggio con altre due persone, una sera a cena, ma proprio con l’intenzione di scimmiottare una hit. Dopo averla registrata sul telefono ci siamo detti oh, però se deve essere una scimmiottata (se dice? È italiano? Mi sa di no) a questo punto registriamola per bene.

L’arrangiamento incredibile l’ha fatto Guglielmo Nodari (una delle due persone a cena, nonché mio chitarrista quando suoniamo in duo), però fatto appunto con l’intento di creare una sorta di canzone radiofonica ma con un testo abbastanza stupido. Alla fine mi piaceva e l’ho caricata sul mio canale YouTube, ma scrivendo appunto “esperimento di hit pop”. Un sacco di gente ha pensato che fosse un pezzo nuovo e me l’hanno chiesta pure ai concerti (mai fatta). Questa cosa mi ha fatto abbastanza ridere. Ma forse pure riflettere. Sul ca$h. Chiaramente.

Evolveresti mai il progetto di Tunonna con qualcosa di più complicato o ritieni che sia già un progetto completo così com’è? (così per legarsi alla domanda di prima)

Sì. Cioè, lo sto già facendo (per ora nella mia testa). Sto scrivendo i pezzi per un nuovo disco, ne ho già un bel po’ e li sto scrivendo come ho sempre fatto, chitarra e voce. Però vorrei tirare un po’ più la corda sul prossimo disco e anche per i live. Vorrei avere sonorità un po’ più forti rispetto all’arrangiamento minimale del primo disco, suonare anche con una batteria e un basso, oltre la chitarra elettrica e l’acustica. Ah, poi il triangolo, il triangolista è indispensabile, sto già facendo delle audizioni.

 

La prima cosa che sono riuscito ad ascoltare è un brano a cui mi sento molto legato. Si chiama Tonio Cartonio è morto di overdose. Ecco io ai tempi mi feci stampare una maglietta con su scritto “Tonio Cartonio vive”. Tu sai se è vivo o è morto?

Tonio è sicuramente vivo, almeno nei cuori di chi gli ha voluto bene. Sinceramente però sarei stata parecchio in fissa se fosse effettivamente morto di overdose, è una cosa che mi ha sempre fatto sognare (non per niente ci ho scritto una canzone). La cosa che mi ha dato più gioia però sono stati i commenti di alcune persone su YouTube, che si sono indignate, giustamente, per questa mia canzone come di fronte a una fake news, con tanto di prove tangibili dell’attività del nostro eroe in programmi di culto quali “Trebisonda”.

 

Io trovo le tue canzoni molto ironiche e ammetto che riesci a farmi ridere e a farmi appassionare, ma credo però che nascondano qualcosa di più profondo. Credo che Tunonna sia molto più di questo. Dicci la verità!

Pure tu nonna è molto più di quella che ti dice “mangia che sei sciupato!”, però mica te lo viene a spiegare! …oddio… certe volte sì, con dei pipponi interminabili che partono da quando c’era la guerra… ma non divaghiamo!

 

Come sei arrivata a scegliere di aprire un canale YouTube per fare l’upload della tua prima canzone? Qual era la necessità? E soprattutto, come hai fatto a fare subito quasi 50.000 visualizzazioni?!?

Boh, in realtà i primi upload di tutte le cazzate che facevo li mettevo sul mio account Soundcloud, che si chiamava “colombe neurospastiche”, mi sa che c’è ancora perché non l’ho mai cancellato. Però mi divertivo a fare anche i video e quelli su Soundcloud non ce li potevo mettere, o forse si ma non lo sapevo, e quindi ho iniziato a metterli su YouTube. Non lo so come ho fatto a fare le visualizzazioni, credo sia perché un sacco di gente si ubriaca davanti a YouTube e finisce a vedere video random.

 

Tu sei imperturbabile durante i live. Sembra che non ti emozioni. Sembri un giocatore di poker impassibile. Cosa provi dentro di te?

In realtà sono tipo la persona più ansiosa sulla faccia della terra e mentre suono di solito sto morendo dentro all’idea di sbagliare o fare una figura di merda. Però è una vita che mi alleno a non far vedere quando c’ho la tachicardia, sotto le cascate, come nei cartoni animati giapponesi. Se mi dici così vuol dire che funziona.

 

Cosa speri di suscitare dentro all’animo di chi ti ascolta?

Mah, di solito spero che la gente si diverta. Questo più che altro ai live, perché non riesco a distaccarmi da chi mi sta di fronte e l’idea di creare pesantezza mi fa ansia da morire… anche se poi questa cosa un po’ mi si appiccica e mi rendo conto che magari vorrei riuscire a dare di più oltre al cazzeggio e allo sdrammatizzare sempre e comunque…

Però mi fa piacere da morire quando le persone mi dicono che hanno rivisto qualcosa del loro vissuto, o si sono commossi, o si sono emozionati… suscitare qualcosa è un traguardo enorme quando non te lo aspetti.

 

Io Roma la conosco molto poco a livello di musica underground, ma mi sembra un mondo a parte, totalmente autosufficiente. Sbaglio? E cos’ha di diverso rispetto, diciamo così, al resto d’Italia?

Mah, guarda, in realtà a livello di underground, soprattutto DIY, non c’è quasi mai (fortunatamente) un mondo totalmente autosufficiente. Anzi, la forza dell’underground e di un certo tipo di scena sta proprio nel supportarsi a vicenda con una rete che va al di là dei confini regionali. Al massimo ti potrei dire che a Roma si è creata una scena non proprio underground che in parte sta vivendo un momento di gloria, ma la bazzico fino a un certo punto quindi non ne saprei parlare più di tanto.

 

Ultima domanda brutta che faccio a tutti. Ciccia fuori un consiglio a chi vuole fare una band oggi.

Aspetta, è una domanda un po’ vaga… vogliono fare una band per fare i soldi o vogliono fare una band per la presa a bene? Nel primo caso: chiedere a me sarebbe come chiedere a Luca Giurato di formulare una frase perfetta, nel secondo caso direi bevetevi un sacco di Peroni in sala prove e non ci pensate più di tanto.

 

La fine

Io adoro le persone che sanno il fatto loro, ma le adoro ancora di più se hanno autoironia. L’autoironia è il profumo della vita (non era proprio così la frase di Tonino Guerra, ma ci siamo quasi).

Sapersi prendere alla leggera, saper ridere delle situazioni e non darsi troppo peso secondo me è un fattore molto importante.

Riuscire a rimanere sé stessi pur avendo successo non è semplice. Io auguro tantissimo successo a Tunonna perché sono convinto al 100% che sarebbe capace di rimanere sempre la stessa. Autoironica, simpatica ma con due palle così.

E adesso, ascoltati “Buono”, il suo ultimo disco uscito proprio quest’anno e accompagnato da un bellissimo fumetto di Zerocalcare, carissimo amico di Silvia.

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A lunedì. Daje!!!